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 Osteoporosi: cortisone ladro di ossa 
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Messaggio Osteoporosi: cortisone ladro di ossa
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... diossa.htm
Per le pagine precedenti o le successive se non le vedi più:
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... edenti.htm

Il cortisone, come tutti gli ANTIDOLORIFICI, sono il frutto della RICERCA SCIENTIFICA, però possiamo considerarli VELENOSI. Non lo dico io, ma l'allegato "foglio illustrativo" detto anche bugiardino, sul quale le prime parole di solito sono:
"Potresti essere allergico al "principio attivo" o agli altri componenti", ma subito sotto: "Potrebbe causarti.....", mentre personalmente correggo con la scritta: "Ti causa di certo, ma col tempo".
Quindi se ingoi questi detti "medicinali" pensaci bene a quello che fai, poichè in questo caso potresti ritrovarti con una malattia INGUARIBILE di nome OSTEOPOROSI ed a rischio rotture senza scampo, poichè NON ESISTONO CURE, leggi sull'articolo in oggetto in fondo pagina quelle giuste verità che la medicina evita di darne informazione.
Ora, dedichiamoci a scoprire le cause di questa OSTEOPOROSI oltre gli ANTIDOLORIFICI citati dei quali il cortisone.
Quella che ritengo la prima causa di questa OSTEOPOROSI, ma anche di altre terribili malattie, che fin dalla tenera età il SISTEMA mette in bocca ai bambini con una trappola che si chiama DENTIFRICIO, il quale contiene, e non riesco a giustificare il perchè, del FLUORURO DI SODIO, VELENO PER I TOPI.
Non solo, ma tutto ciò che in farmacia, è dedicato alla bocca, contiene il FLUORURO DI SODIO. Anche i cevingum, gomma da masticare che dovrebbero mantenere in salute i denti di chi lo mastica, ma è FALSO poichè si tratta di un VELENO PER I TOPI.
Sò che ci dicono che, anche se VELENO, un tanto al kg. non causa danni, ma mi chiedo: "Il VELENO fà parte della mia alimentazione? se si fatemelo leggere, avendo invece la certezza che NO, allora chi vuol farmelo ingoiare lo fà perchè mi vuole AVVELENARE col tempo, specialmente con la costanza di ogni giorno per lavarmi i denti.
Quindi possiamo dire con certezza che la OSTEOPOROSI inizia molto prima della dichiarata causa, la MENOPAUSA, ma molto presto, e come vedremo sotto, addirittura da bambini, con il dentifricio prima, gli ANTIDOLORIFICI poi insieme alla DROGA INSETTICIDA CAFFE'.
In merito la pagina recita:
"Quindi ti dicono che la CARIE è causata dagli zuccheri, ma anche questo è FALSO, invece è il FLUORURO DI SODIO a causare LA CARIE.
Lo dico con certezza in quanto questo VELENO agisce su DUE COSE, sul CERVELLO, causando anche il MAL DI TESTA, e sullo SCHELETRO. Di conseguenza riguarda il CALCIO.
E dato che i denti sono di CALCIO e nessun altro minerale, ecco svelato l'arcano delle CARIE.
Infatti dopo anni di ingerimento di questo VELENO FLUORURO DI SODIO , pur se solo una piccola quantità, e dato che ognuno di noi è a sè in quanto a processi interni, ecco che ad un individuo causa un problema, ad un altro un altro problema che alla fine causano dei danni infiniti.
Vedasi per gli occhi, gli occhiali a beneficio degli oculisti, che nessun altro animale usa, vedasi per la CARIE dopo la quale si toglie i denti a beneficio dei dentisti.
A proposito di dentisti la pagina recita:
"Questo espongono i dentisti,anche negli ospedali:
SALUTE. CARIE E PLACCA, NE SOFFRONO ANCHE PRIMA DEI SEI ANNI:
IL 76% DEI PICCOLI IN ETA' PRESCOLARE NON E' MAI STATO DAL DENTISTA. SALUTE. CARIE E PLACCA, NE SOFFRONO ANCHE PRIMA DEI SEI ANNI:
(DIRE: Notiziario Sanità) Roma 28 apr. -Una corretta igiene orale dovrebbe diventare un'abitudine quotidiana anche da piccoli.
In realtà sono stati i bambini al di sotto dei 6 anni, circa un milione e mezzo, che devono fare i conti con problemi come carie e placca. Eppure il 76% dei piccoli in età prescolare non è mai stato dal dentista. I dati sono emersi nell'ambito del Congresso Nazionale dei docenti di Discipline Odontostomatologiche che si è tenuto a Firenze ed a Siena dal 14 al 16 Aprile. I bambini non conoscono l'importanza della pulizia dei denti, in particolare dopo i pasti. Spesso l'igiene orale viene trascurata sia in casa che a scuola. Nel primo caso, come illustrato da uno studio presentato durante il Congresso, la metà dei genitori crede sia sufficiente che i figli lavino i denti solo una volta al giorno e sostituiscono lo spazzolino ogni tre o quattro mesi. Per quanto riguarda la scuola, bisogna fare i conti con le raccomandazioni che vietano ai bambini di portare con se i prodotti per l'igiene personale, per scongiurare i rischi di trasmissione di malattie o infezioni tramite lo scambio di tali prodotti. Di conseguenza, dovrebbero essere forniti degli spazzolini da denti monouso, cosa che a quanto pare non accade e che dunque impedisce ai bambini di procedere ad una regolare igiene orale dopo i pasti.
(Wel/Dire)
I cartelli?
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... eianni.htm
Ecco quindi chiarito quale è la causa VERA del MAL DI TESTA della umanità, in quanto è impossibile che il corpo di un individuo si causi danni AUTONOMAMENTE, altrimenti la nostra specie non esisterebbe più.
Naturalmente poi, arriva il CAFFE' DROGA-INSETTICIDA, quindi DROGA LEGALE come il TE ed il TABACCO. che unendosi al FLUORURO DI SODIO, ingoiato inconsapevolmente per anni, ci servono senza comunicarlo, quei problemi di salute che purtoppo conosciamo fin da bambini, pensando che questo sia GIUSTO.
Ma vi sembra GIUSTO avvelenarci piano piano ogni giorno nel nome della CIVILTA'?
Ma non basta, quando si soffre ecco che hanno inventato gli ANTIDOLORIFICI che sono utili solo in apparenza e funziona SOLO NELLA PUBBLICITA', ma che a quelli appena sopra descritti fanno fare il pieno sfociando in malattie che sono diventate ereditarie, croniche, autoimmuni, degenerative ma sopratutto MOLTE NUOVE di cui non si conoscono le origini, che noi invece ormai sappiamo benissimo che sono così perchè AVVELENIAMO il nostro corpo inconsapevolmente e con COSTANZA.
Sottolineo la parte dell'articolo in oggetto che dice:
"Quando assale un attacco di mal di testa c’è solo un desiderio: farlo passare il prima possibile. Comincia così la storia di chi si cura da sé fino a ritrovarsi a volte in una spirale senza fine di dolore che non si risolve e di dosi di analgesico sempre più elevate. E cade in un altro tipo di mal di testa che non ha nulla a che vedere con l’emicrania. Si chiama cefalea da eccesso di farmaci e colpisce circa due emicranici su dieci, quasi tutte donne. «Ormai è così diffusa da essere stata classificata come una malattia a sé», spiega Piero Barbanti, direttore dell’Unità per la cura e la ricerca su cefalee e dolore, Irccs San Raffaele Pisana di Roma. «Al momento non è ben chiaro il meccanismo. Si è visto però che l’uso eccessivo di farmaci “satura” il cervello e provoca un’ipereccitabilità delle vie del dolore. In pratica, l’antidolorifico non “spegne” più il male ma in un certo senso lo mantiene vivace». "
E recita ancora:
"Come si cura
La cura è una sola: sospendere i farmaci analgesici. Ma è vietato il fai da te. Bisogna rivolgersi invece a un centro specializzato per la cura delle cefalee. «La riduzione dei medicinali è graduale per evitare il rischio di attacchi convulsivi», chiarisce l’esperto. «In parallelo, al paziente viene prescritta una cura cortisonica per contrastare lo stato di infiammazione e una cura preventiva per trattare l’emicrania sottostante. Di solito, in circa 15 giorni la disassuefazione è completa. Una volta risolta la cefalea da abuso di farmaci, però, riemergono le crisi di emicrania, che vanno curate coi farmaci giusti. Altrimenti, il pericolo che la paziente ricaschi nell’abuso è molto alto».
Oh, ma allora sono DROGHE, quindi creano la DIPENDENZA, lo indica la parte che dice:
"Di solito, in circa 15 giorni la disassuefazione è completa."
Questo però NON VIENE SCRITTO sul foglio illustrativo.
Purtroppo su questo foglio non vengono scritte molte cose.
CONCLUSIONE:
In quanto alla cura, sapendolo, non resta che BUTTARE IL DENTIFRICIO, BUTTARE IL CAFFE' E SMETTERE GLI ANTIDOLORIFICI INGOIANDO GLI "ALIMENTI ESSENZIALI" con la stessa costanza cui ci si lavavano i denti con il DENTIFRICIO.
I denti, come si lavano?
Basta un dito di acqua e metterci un pizzico di ACIDO ASCORBICO, un pizzico di CLORURO DI MAGNESIO ed un pizzico di BICARBONATO DI SODIO, il solvay che si usa in cucina.
Il tutto frigge e noi bagniamo lo spazzolino e ci laviamo i denti, poi alla fine ci risciacquiamo la bocca con l'acqua rimasta che in caso si può anche ingoiare in quanto LORO sono ciò che già stanno nel nostro sangue quindi nel nostro corpo.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... rifici.htm
Altra pagina riporta:
"La vera causa della OSTEOPOROSI inizia nel momento che si inizia a lavare i denti con un dentifricio.
Non per il dentifricio, ma per ciò che viene aggiunto allo scopo, in quanto questa aggiunta è largamente preventivata ed è un VELENO PER I TOPI che non si ingoierebbe MAI consapevolmente e si chiama
FLUORURO DI SODIO
Infatti è scritto chiaro sia sulla confezione che sul tubetto:
CONTIENE FLUORURO DI SODIO (un numero PPM)
Direttamente sotto è scritto:
NON IGOIARE
sotto ancora:
NON LAVARTI I DENTI PIU' DI 2 VOLTE AL GIORNO
e sotto ancora:
PER I BAMBINI SOTTO I 6 ANNI CON LA SUPERVISIONE DI UN ADULTO E SE NE INGOIA TROPPO PORTARLO DA UN MEDICO O DA UN DENTISTA.

Non si può dire che questo
NON SIA UN BOLLETTINO DI GUERRA, vero?

Ora, riguardo alla aggiunta di FLUORURO DI SODIO (il cui simbolo chimico NAF), la si spaccia per FLUORO (il cui simbolo chimico F), quindi due prodotti neanche parenti.
Il FLUORURO DI SODIO è lo scarto della lavorazione dell'alluminio, mente il FLUORO fà parte degli "ALIMENTI ESSENZIALI2 che circolano nel mio sangue ed è anche nel mio liquido seminale maschile.
MA E' COMPLETAMENTE FALSO, SIAGGIUNGE VELENO E NON FPUORO IN QUANTO IL FRUORO E' GIA' NEL NOSTRO CORPO.
L'articolo recente recita:
"Dal punto di vista del fluoro, Colgate e Carrefour con 1.000 ppm sono al limite (dai 6 anni in poi per garantire una protezione adeguata anticarie la concentrazione di fluoro dovrebbe essere superiore a 1000 ppm), mentre Elmex (1.400 ppm) e Mentadent (1.450 ppm) ne hanno quantità confrontabili a quelle contenute in un ...31 mar 2010
https://www.altroconsumo.it/salute/farm ... -superfluo

Mentre una mia pagina recita:
"Prima di tutto devo informare che su facebook ho aperto il gruppo:
Il DENTIFRICIO, il FLUORO, la CARIE ed il MAL DI TESTA
https://www.facebook.com/groups/282987529388748/

l'ho fatto con l'intenzione di informare più persone possibile che la prima insidia alla nostra salute subito dopo i vaccini sono i VELENI CANCEROGENI aggiunti ai nostri dentifrici, dando modo di alzare le nostre difese nella scelta, non del dentifricio, ma EVITANDOLI COME LA PESTE, in quanto questi VELENI CANCEROGENI, sciolti dalla saliva vengono assorbiti dalle mucose giornalmente e con costanza, causando danni infiniti con la grande gioia dei personaggi che dichiarano di dedicarsi alla nostra SALUTE. Ma non solo, infilandosi nei due buchi del palato si dirigono verso il naso, le orecchie e gli occhi causando i danni che tutti conosciamo, i problemi con la vista con la grande gioia degli oculisti. Difatti la medicina non ha mai detto che la perdita della vista sia un fatto ereditario, ma come mai succede? Nessun animale porta gli occhiali! vi sarà pure una ragione, dato che questo inizia dalla giovane età e normalmente dopo che si è iniziato a lavarsi di denti con i DENTIFRICI.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... sangue.htm
Dalla pagina:
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... rifici.htm
L'osteoporosi viene generalmente percepita come una conseguenza della menopausa che interessa una fase tardiva della vita, in particolare delle donne. Recentemente, però, è stato osservato che anche alcuni farmaci, in particolare i cortisonici, hanno effetti negativi sull'osso, indipendentemente dall'età, e a maggior ragione in quella postmenopausale, e anche dalla mineralometria ossea computerizzata (Moc), parametro usato per valutare la densità dell'osso. Andrea Giustina, Direttore del Servizio di endocrinologia e del Centro Osteoporosi dell'A.O. Spedali Civili di Brescia, P.O. di Montichiari, spiega a Dica33 quali sono i rischi e come affrontarli.

Che cosa è stato scoperto a proposito dei farmaci cortisonici?
Alcuni anni fa ci si è accorti che questi farmaci avevano effetti negativi sull'osso, poiché alcuni soggetti avevano un elevato rischio di frattura, prima ancora che si presentassero valori di Moc a rischio. Si trattava di pazienti che, per vari motivi, seguivano una terapia cortisonica, ma che non erano stati protetti con un trattamento antifratturativo, mentre magari assumevano già gastroprotettori prescritti dal medico.

Che rischi corrono questi pazienti?
L'evento più frequente è la frattura vertebrale, che molto spesso, però, non viene diagnosticata in tempo. Ciò accade poiché mentre, per esempio, con una frattura del femore serve il ricovero e la diagnosi è più immediata, una frattura vertebrale che consiste in uno schiacciamento, provoca un dolore molto simile a un mal di schiena e come tale viene spesso confusa e trattata solo con antidolorifici. Nel giro di un mese la colonna si assesta e il dolore scompare e nel frattempo, senza una lastra non c'è stata diagnosi e la colonna è ormai deformata dalla calcificazione.

È possibile prevenire l'effetto dei cortisonici sull'osso?
Sì, con le terapie antifratturative che si usano per l'osteoporosi. Il meccanismo con cui i cortisonici impatta sull'osso dipende dal suo effetto sugli osteoblasti, le cellule responsabili della formazione di matrice ossea, "addormentandoli" e squilibrando quindi il processo di rinnovamento dell'osso. In questi casi, infatti, risulta molto efficace una terapia antifratturativa con paratormone in combinazione con teriparatide, che "risveglia" gli osteoblasti. Ma si possono usare anche i bisfosfonati. L'accesso a questi farmaci, per i pazienti con osteoporosi cortisonica, è previsto nella nota 79 che definisce i limiti della prescrizione di farmaci antiosteoporotici a carico del Servizio sanitario nazionale. L'uso di cortisonici, per altro, in quanto fattore di rischio, è stato inserito nell'algoritmo Frax usato per valutare il rischio fratturativo.

Quali sono i soggetti più a rischio?
Innanzitutto le donne in menopausa che assumono terapia cortisonica. Ma anche pazienti con artrite reumatoide, più diffusa tra le donne, che devono seguire questa terapia e per i quali, vista la patologia di cui soffrono, la comparsa di osteoporosi peggiorerebbe molto le loro condizioni. Ma il cortisonici, sempre nell'ambito della patologie reumatiche, viene prescritto anche ai pazienti con lupus eritomatosus sistemico. Questa malattia colpisce molto le giovani donne e poiché dà una spiccata sensibilità al sole, le pazienti tendono a non esporsi con un calo dei livelli di vitamina D, molto importante per la salute delle ossa. In queste condizioni, i cortisonici aumentano il rischio di fratture con un impatto importante sulla vita. Effetti negativi si verificano anche nei bambini che, sottoposti a trapianto vengono trattati con cortisonici per la terapia antirigetto. Il processo di crescita si ferma perché i cortisonici bloccano la produzione di ormone della crescita riducendo così l'acquisizione del picco di massa ossea, che rappresenta l'equilibrio tra osso prodotto e osso perso.

Ci sono altre terapie che hanno lo stesso impatto sulla salute dell'osso?
Sì, è noto per gli inibitori dell'aromatasi impiegata nel trattamento del carcinoma mammario, per gli antiretrovirali usati nei soggetti positivi per l'Hiv o malati di Aids e anche per l'eparina, l'anticoagulante più usato. È aperto il dibattito sul trattamento inalatorio dell'asma che prevede dosi basse, mentre il rischio c'è con dosi inalatorie alte. Ma, va tenuto conto del fatto che, se si verifica una frattura vertebrale che altera la cassa toracica, anche la respirazione ne risente.

Che cosa è necessario fare se si seguono queste terapie?
Chi deve fare almeno sei mesi di terapia con cortisonici deve fare anche una terapia preventiva per le fratture. Il rischio, infatti, dipende dalla dose e dalla durata, nella nota 79 e nel Frax, infatti, si fa riferimento a dosi >5 mg/die di prednisone o equivalenti, assunti continuativamente per più di tre mesi. Il rischio fratturativo rappresenta, in sostanza, un effetto collaterale di molti farmaci, che non mette in dubbio l'efficacia della terapia, ma va reso noto e chi prescrive deve esserne informato.

di Simona Zazzetta
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23 nov 2020, 07:56
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