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 Stefano Mancuso e la vita segreta delle piante: «Per sopravv 
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Messaggio Stefano Mancuso e la vita segreta delle piante: «Per sopravv
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... igrano.htm
Per le pagine precedenti o le successive se non le vedi più:
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... edenti.htm

Per capire l'esistenza dei vegetali dobbiamo ritornare a quando frequentavamo le scuole elementari.
Difatti, parlando di animali e vegetali gli insegnanti ci hanno detto che ad un certo punto della EVOLUZIONE vi è stata la grande separazione in REGNO ANIMALE e REGNO VEGETALE.
Oh, ma due REGNI e non REGNO ANIMALE e PINCO PALLINO VEGETALE.
Oh, ma allora la provenienza è una unica.
Antecedentemente a questa GRANDE SEPARAZIONE tutti gli esseri viventi provenivano da una unica fonte.
Oh, ma allora siamo praticamente FRATELLI e la dimostrazione chiara ci viene dal fatto che, sempre tornando agli insegnanti delle scuole elementari, ci hanno anche detto che il REGNO ANIMALE ed il REGNO VEGETALE sono uniti da un fatto pratico moltissimo importante che si chiama:
CATENA ALIMENTARE.
Questa vuol dire che per vivere, certe specie animali ingoiano i vegetali e viceversa certe specie vegetali ingoiano gli animali.
Ciò che mi stupisce, ma non troppo, è che l'articolo, e di conseguenza gli studiosi che si sono dedicati e studiano i vegetali, che non parla di questa unione, di questi due REGNI che comprendono TUTTA LA VITA SULLA TERRA, e cioè, l'inizio di ogni individuo vivente.
Questi signori non ci raccontano di come hanno avuto la vita TUTTI questi esseri viventi.
Ed è questo semplicissimo fatto che ci dà la certezza del bisogno individuale del CIBO NATURALE.
Questo perchè venendo entrambi da una unica fonte, ed avendo bisogno dello stesso CIBO NATURALI, allora questa è la conferma che deve essere uguale anche la nascita,
Mentre per gli animali l'inizio della vita individuale parte dallo SPERMA, per i vegetali parte dal GERME.
Oh, ma allora SPERMA = GERME, ed i componenti che formano questo inizio della vita sono uguali e se non AUTOPRODOTTI come la vitamina D, questi devono essere contenuti dai CIBI NATURALI.
La medicina li chiama "integratori" mentre noi li chiamiamo "ALIMENTI ESSENZIALI".
Della uguaglianza dei due ce lo conferma questa pagina che recita:
"Dell'articolo sotto, devo fare presente che:
"Il germe di grano contiene agenti fitoattivi, calcio, potassio, fosforo, zolfo, zinco, rame, ferro, magnesio, manganese, molibdeno, selenio, silicio, lecitina, vitamina del complesso B, vitamine A e D, inoltre contiene anche una grande quantità di vitamina E. Quest’ultima rallenta in modo naturale lo sviluppo delle malattie degenerative causate dall’inquinamento dell’aria, inoltre rinforza il sistema immunitario. La vitamina E ha un ruolo importante anche nel trattamento del cancro: Impedisce la riproduzione delle cellule cancerose, previene il danneggiamento del DNA, si utilizza con molta efficacia contro il cancro della prostata. Aiuta a prevenire il morbo di Alzheimer, le malattie del cuore, dei polmoni e del sistema circolatorio. Un altro principio attivo importante del germe di grano è l’OCTACOSANOLO, che è un alcool saturo composto da 28 atomi di carbonio. Per il fatto che il germe di grano contribuisce al miglioramento della nostra lucidità mentale e resistenza fisica, è particolarmente raccomandato a sportivi e studenti. L’OCTACOSANOLO rinforza la capacità riproduttiva degli uomini, rilassa la muscolatura spesso contratta a causa dello stress, ravviva gli organi dei sensi ed accelera i riflessi. Il germe di grano con i suoi principi attivi diminuisce il livello del colesterolo nel sangue e mantiene in equilibrio il funzionamento dell’organismo."
quindi ritengo che questo sia il LIQUIDO SEMINALI del grano dove è contenuto il DNA della pianta.
MA NON CONTIENE ACIDO ASCORBICO, al contrario di quello animale che ne è la base.
La scoperta più stupefacente che ho fatto nel mese scorso, novembre 2015 è che nel GERME di TUTTI i semi vegetali vi sono gli stessi contenuti dallo SPERMA animale, e come potrebbe essere diverso? Di lì ha inizio la VITA.
Come si potrà rilevare dal pezzo dell'articolo che riporto sotto, il contenuto del GERME di grano è di TUTTI gli "ALIMENTI ESSENZIALI" contenuti nel liquido seminale maschile di TUTTI i maschi animali del mondo detto SPERMA. Così è per TUTTI i semi al mondo, poichè un GERME lo contengono TUTTI dove è depositato il DNA della specie dove ha inizio la vita futura sia VEGETALE che ANIMALE.
Questo è comprensibile in quanto, come sappiamo, anche loro sono nostri fratelli poichè proveniamo da quegli unicellulari usciti dal mare di cui ci parla Irwin Stone:"
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... sperma.htm
Per la definizione degli "ALIMENTI ESSENZIALI"
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... sasono.htm

Li ho chiamati "ALIMENTI ESSENZIALI" perchè personalmente non me la sento di avere nel mio sangue degli "integratori", dei quali il mio medico di base mi fà fare l'esame del sangue dal laboratorio analisi onde rilevarne la quantità esistente in quel momento, ma non solo, come maschio non ammetto di avere nel mio liquido seminale maschile degli "integratori", ma peggio ancora, non riesco proprio ad ammettere che io sia stato GENERATO da mio padre negli "integratori", conoscendo il significato di questa parola.
Non sò voi.
Ed è per questo motivo che mi sono permesso personalmente di chiamarli "ALIMENTI ESSENZIALI".

Detto questo, ora mi permetto di riportare un pezzo dell'articolo in oggetto che dice:
"La tripartizione darwiniana: pietre, animali, piante, non la convince?
«Poco: il vero punto di demarcazione sta tra vita e non vita. Tra pietre e il resto. Ma la vita di tutti gli esseri viventi va vista come un solo unico evento. E questo ci permette di capire come mai siamo tutti connessi, come mai la vita sia un fenomeno sistemico, perché pensare di poterci astrarre dal destino comune sia un’illusione. La scienza è una grande risorsa: la vita media delle persone, grazie agli enormi progressi della medicina, sta aumentando in maniera inimmaginabile solo pochi decenni fa. È vero, è giusto. Ma i problemi della nostra sopravvivenza non riguardano, di nuovo, i singoli individui, ma la comunità dei viventi. Se non cambiamo immediatamente rotta, nel dissennato consumo delle risorse ambientali, sarà difficile arrivare al prossimo secolo»"
Ora mi permetto di dire il mio pensiero riguardo alla parola "scienza" che coinvolge la parola "medicina" le quali stranamente stridono al riguardo perchè usate da una sola specie, la specie umana, e che pretende addirittura di avere portato dei "progressi" nella salute umana, mentre invece non ha fatto e non fà altro che causare MALATTIE e SOFFERENZA, che mai come oggi possiamo rilevare che questa nostra specie è l'unica specie ad avere una così alta percentuale di vita sofferta mentre possiamo rilevare che questo non è possibile per le altre specie viventi, sia animali che vegetali.
Per i benefici descritti sarà allora grazie alle parole "scienza" ed "medicina" o sarebbe meglio che per mantenerci una buona salute NON VENISSERO USATI quei prodotti di invenzione umana visti i risultati del proliferare sempre maggiore ogni giorno di più delle malattie?
Ed ora riguardo alle parole "scienza" e "medicina" posso concludere senza ombra di dubbio, visto i risultati sulla salute umana, che per fortuna di tutti gli altri individui di ogni altra specie vivente, essi non conosco neppure il significato di queste parole, quindi impossibilitati ad usarle.
Qualcuno me lo può contestare?
La pagina recita:
"Questo articolo, in oggetto, che parla dei VEGETALI ci informa che anche loro soffrono.
Come potrebbe essere diverso?
Lo capiremo meglio sotto, poichè dobbiamo capire il tutto per gradi, in quanto non siamo abituati a farlo, anzi questa VERITA' ci è sempre stata nascosta dal SISTEMA, come ci hanno sempre nascoste molte altre cose.
Infatti ci hanno insegnato e ci hanno abituati erroneamente a considerare l'UOMO UN ESSERE SUPERIORE, ma che in effetti a mio modesto parere, di superiore ha SOLO LA SUPERBIA.
Tornando all'articolo mi permetto di sottolinearne la parte che riporta
"Anche le piante soffrono. Quante volte vegetariani e vegani se lo sono sentiti dire? Beh, l'affermazione potrebbe non essere poi molto lontana dalla realtà. Una nuova ricerca mostra che le piante sanno quando stanno per essere mangiate. E a loro non piace affatto.
Che le piante posseggano una particolare forma di intelligenza non è una cosa nuova: sappiamo che rispondono al vento, al tatto e persino alla musica. Ma secondo Modern Farmer, un nuovo studio della University of Missouri rivela che sono anche in grado di rilevare quando vengono mangiate e inviano meccanismi di difesa per cercare di impedire che ciò accada. In pratica rispondono ai suoni che bruchi fanno quando le mangiano."

Non voglio aggiungere nulla all'articolo, ma lasciare che tu capisca piano piano sotto le GRANDI VERITA' del mondo in cui vivi.

Il video:
https://www.youtube.com/watch?feature=p ... T6V7PwqCGU
Ecco, il 10 giugno 2016 ho una nuova CERTEZZA.
Le piante che sono esseri viventi, annusano, comunicano, sono altruiste e cantano pure!
L'articolo sotto lo descrive molto bene citando delle ricerche.

Ed ora, a conferma che il liquido seminale maschile di TUTTI i maschi animali al mondo chiamato SPERMA e questo GERME che è di TUTTI i semi vegetali al mondo, sono UGUALI e con il medesimo contenuto.
La descrizione la trovi sotto.
Questo articolo che riporta delle ricerche fatte in merito ai vegetali, conferma senza ombra di dubbio che gli ANIMALI ed i VEGETALI sono fratelli ed hanno gli stessi comportamenti, eccezione fatta per i movimenti in quanto loro non hanno gli arti gambe ma le radici, quindi sono fissi.
Ed ecco che ho anche certezza che quando nell'orto taglio una testa di insalata, UCCIDO un INDIVIDUO VEGETALE.
Una sola differenza rispetto agli animali:
NON GRIDA
almeno io non la sento gridare, ma griderà? Sono certo che si.
Questo lo devo considerare e me lo devo chiedere, poichè la ETICA, a cui si riferiscono molte persone, è ETICA PER TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, o ci si nasconde dietro questa parola per COMODO o FALSITA'?
Il GERME è di TUTTI i semi vegetali al mondo, il quale contiene ciò che contiene lo SPERMA di TUTTI i maschi animali al mondo, nei quali: NASCE LA VITA.
Come potrebbe essere diversamente?
Il prezioso cuore del chicco di grano, ricco di sostanze nutritive per arricchire i vostri piatti: è un'ottima fonte di proteine, sali minerali e vitamine del gruppo B ed E e ha proprietà energetiche e antiossidanti.
Questo germe di grano essiccato si può aggiungere al latte, allo yogurt, ma anche a minestre, zuppe, e insalate, o usare nella preparazione di prodotti da forno.
Dell'articolo sotto, devo fare presente che:
"Il germe di grano contiene agenti fitoattivi, calcio, potassio, fosforo, zolfo, zinco, rame, ferro, magnesio, manganese, molibdeno, selenio, silicio, lecitina, vitamina del complesso B, vitamine A e D, inoltre contiene anche una grande quantità di vitamina E. Quest’ultima rallenta in modo naturale lo sviluppo delle malattie degenerative causate dall’inquinamento dell’aria, inoltre rinforza il sistema immunitario. La vitamina E ha un ruolo importante anche nel trattamento del cancro: Impedisce la riproduzione delle cellule cancerose, previene il danneggiamento del DNA, si utilizza con molta efficacia contro il cancro della prostata. Aiuta a prevenire il morbo di Alzheimer, le malattie del cuore, dei polmoni e del sistema circolatorio. Un altro principio attivo importante del germe di grano è l’OCTACOSANOLO, che è un alcool saturo composto da 28 atomi di carbonio. Per il fatto che il germe di grano contribuisce al miglioramento della nostra lucidità mentale e resistenza fisica, è particolarmente raccomandato a sportivi e studenti. L’OCTACOSANOLO rinforza la capacità riproduttiva degli uomini, rilassa la muscolatura spesso contratta a causa dello stress, ravviva gli organi dei sensi ed accelera i riflessi. Il germe di grano con i suoi principi attivi diminuisce il livello del colesterolo nel sangue e mantiene in equilibrio il funzionamento dell’organismo."
quindi ritengo che questo sia il LIQUIDO SEMINALI del grano dove è contenuto il DNA della pianta.
MA NON CONTIENE ACIDO ASCORBICO, al contrario di quello animale che ne è la base.
La scoperta più stupefacente che ho fatto nel mese scorso, novembre 2015 è che nel GERME di TUTTI i semi vegetali vi sono gli stessi contenuti dallo SPERMA animale, e come potrebbe essere diverso? Di lì ha inizio la VITA.
Come si potrà rilevare dal pezzo dell'articolo che riporto sotto, il contenuto del GERME di grano è di TUTTI gli "ALIMENTI ESSENZIALI" contenuti nel liquido seminale maschile di TUTTI i maschi animali del mondo detto SPERMA. Così è per TUTTI i semi al mondo, poichè un GERME lo contengono TUTTI dove è depositato il DNA della specie dove ha inizio la vita futura sia VEGETALE che ANIMALE.
Questo è comprensibile in quanto, come sappiamo, anche loro sono nostri fratelli poichè proveniamo da quegli unicellulari usciti dal mare di cui ci parla Irwin Stone:
"pagina 1/10------sostanza fondamentale
L'ACIDO ASCORBICO è una sostanza ubiquitaria fondamentale nel processo vitale. Tutti gli organismi viventi o la producono o la prendono dal nutrimento oppure periscono. I sistemi enzimatici per la produzione dell'ACIDO ASCORBICO sono di antica origine e si sono formati molto presto nello sviluppo del processo vitale su questo pianeta, probabilmente mentre le forme più altamente sviluppate erano ancora forme primitive unicellulari.
pagina 1/10------solo embrione ma produce molto ACIDO ASCORBICO
L'evidenza della embriologia sia delle piante che degli animali corrobora questo punto di vista dal momento che il seme dormiente della pianta e l'uovo dell'animale sono privi di ACIDO ASCORBICO. C'è una produzione immediata di ACIDO ASCORBICO nel seme che germina o nell'uovo in sviluppo, perfino quando l'embrione non è niente più che un grumo di alcune cellule.
pagina 1/10------alta produzione sia in piante che animali
Anche la sua diffusa presenza in tutti gli odierni organismi pluricellulari, sia piante che animali, lo testimonia. Possiamo anche dedurre che la produzione di ACIDO ASCORBICO era ben sviluppata prima che gli organismi viventi divergessero nelle forme di piante e di animali.
pagina 2/10------RENI E FEGATO
Il luogo degli enzimi per la produzione dell’acido ascorbico nei vertebrati a sangue freddo, i pesci, gli anfibi ed i rettili, è nei reni. I più altamente attivi mammiferi a sangue caldo tutti sintetizzano il loro acido ascorbico nel fegato. Una delle principali
funzioni dell’acido ascorbico nella fisiologia animale è il mantenimento della omeostasi biochimica sotto stress. Più grande è lo stress a cui è sottoposto l’animale, più acido ascorbico produce.
Circa 165 milioni di anni fa, quando la natura aveva in vista l’evoluzione dei più attivi e stressanti mammiferi, doveva essere presa una importante decisione morfologica e fisiologica. I reni, pure adeguati come sito di sintesi dell’acido ascorbico per i lenti vertebrati a sangue freddo, erano inadeguati per le aumentate richieste di acido ascorbico per i più altamente stressati mammiferi. La soluzione vincente di questo problema fu il trasferimento degli enzimi per la produzione dell’acido ascorbico dai
relativamente piccoli e biochimicamente affollati reni al più spazioso fegato, che è il più grande organo del corpo. Tutti gli odierni mammiferi capaci di sintetizzare acido ascorbico lo producono nel fegato perché ogni antica forma che non effettuò tale
passaggio era così handicappata biochimicamnte che fu eliminata dalle forze della evoluzione.
...racconta l'EVOLUZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI E L'ACIDO ASCORBICO
e spiega la perdita di produrcelo autonomamente
pagina 6/10------l'ACIDO ASCORBICO è un metabolita per tutti gli animali e non una VITAMINA
Stone 20. Negli ultimi 60anni, l'ACIDO ASCORBICO è stato visto come"vitamina C" quando in realtà è un metabolita del fegato e certamente non una "vitamina" per la miriade di mammiferi che hanno intatto il gene per lo L-gulonolactone ossidase. Tali mammiferi non prendono lo scorbuto, anche se hanno una dieta completamente priva di vitamina C.
http://digilander.libero.it/genfranco/I ... turale.pdf
e Lorenzo Acerra scrive:
"pagina 62
La vita, ogni forma di vita, è nata nel mare tanti milioni di anni fa. Il DNA di esseri viventi per conservarsi e moltiplicarsi ha deciso, nel salgemma marino cristallizzato, di costruire una macchina basata su un unico programma di fondo, "il mantenimento dei sani livelli di MAGNESIO nei vari androni della cellula".
Il nostro corpo è quella macchina
Abbiamo sempre bisogno, sopratutto nelle strutture di basi cellulari, di attingere al sale più prezioso di cui è prodigo l'oceano. Il nostro cordone ombellicare con l'oceano è solo apparentemente spezzato.
La salinità dell'interno della cellula dipende dal MAGNESIO, non solo perchè esso è guardiano dei canali ionici della cellula, ma anche perchè il passaggio diretto attraverso la pareti (che riguarda l'acqua ed in maniera notevolmente più ridotta altre sostanze) dipende dal contenuto di MAGNESIO della cellula, cioè da quell'esercito di "soldati semplici" che nella descrizione precedente poteva sembrare avere un ruolo marginale. E invece l'organismo umano è tutto un gioco di micro-processi osmotici ed è per questo che la supplementazione di CLORURO DI MAGNESIO in un organismo carente, spesso si traduce in un sostanziale ringiovanimento.
L'acquisizione di acqua e la ritenzione al livello giusto nella cellula è una questione di presenza di forze osmotiche, cioè di MAGNESIO. Il CLORURO DI MAGNESIO ha un rapporto particolare con l'acqua, tanto è vero che, potete vederlo con i vostri occhi, attirerà acqua dall'aria in breve tempo. Cambiando la situazione osmotica di una cellula, gli scienziati sono riusciti ad ottenere un afflusso corretto di acqua al suo interno e dunque un flusso rigenerativo in cellule precedentemente invecchiate. Alterazioni della situazione osmotica si verificano man mano che un organismo subisce un impoverimento di MAGNESIO.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... acerra.htm
e quindi l'ACIDO ASCORBICO, diventa ora la base della vita di questa pianta.
Ma sarà solo per il grano questo?
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... sperma.htm
Quindi concludo senza ombra di dubbio che gli ANIMALI ed i VEGETALI sono FRATELLI, e lo dimostra il fatto che ad un certo punto della EVOLUZIONE, la vita si è suddivisa nei due gradi REGNI:
REGNO ANIMALE E REGNO VEGETALE
che però dipendono l'uno dall'altro, e sono legati dalla CATENA ALIMENTARE.
Infatti gli animali ingoiano i vegetali ed i vegetali ingoiano gli animali, ma se l'uno non traesse dall'altro quel sostentamento necessario alla loro vita, questa CATENA ALIMENTARE non avrebbe ragione di esistere.
Quindi è chiaro che, come detto sopra entrambi i REGNI contengono gli "ALIMENTI ESSENZIALI" iniziando dall'ACIDO ASCORBICO AUTOPRODOTTO e tutti gli altri.
Ma se sono FRATELLI è comprensibile che TUTTI gli esseri viventi, come l'uomo, soffrono, gridano, a modo loro parlano e sono certo che tra loro comunicano, quindi sentono ecc., allora oltre che per gli ANIMALI è così anche per i VEGETALI.
Ora, da che cosa si ricava la farina? si ricava da un essere vivente chiamato grano, di qualsiasi specie esso sia, che fà parte del GENERE VEGETALI.
E non solo, ma con questa pratica si fà l'UCCISIONE IN MASSA di tutti quegli individui che ne fanno parte.
Però questa è la vita, ed il mondo, poichè anche loro fanno parte di quella "catena alimentare" indispensabile al sostentamento degli altri esseri viventi stabilito da >Madre >Natura e dalla EVOLUZIONE..
Questo perchè per la SALUTE di ogni individuo, di qualsiasi razza, è INDISPENSABILE LA BASE della sua vita come lo è la base il SOLVENTE CHIMICO per la vernice.

Quindi è INDISPENSABILE che dai CIBI essi siano contenuti, che purtroppo i CIBI RAFFINATI non li contengono più quindi VANNO EVITATI COME LA PESTE se si vuole mantenere la propria SALUTE.

Della farina però dobbiamo tenere presente molte cose importanti.

“La farina 00 è il più grande veleno della storia, anche se biologica“, così il professor Franco Berrino definiva questo alimento in una puntata di Report del 2009. E il motivo è che la farina bianca, così come tutti i prodotti raffinati, causa un aumento della glicemia e, di conseguenza, un incremento dell’insulina, portando col tempo ad un maggior accumulo di grassi depositati, e al conseguente indebolimento del nostro organismo, che diventa maggiormente esposto ad ogni tipo di malattie, anche tumori. Berrino ha spiegato che la farina 00, malgrado non abbia alcun gusto, ha avuto successo commerciale perché si conserva per un tempo indeterminato. Quando la farina viene raffinata perde le proprietà nutrienti tipiche del frumento integrale, che è un’ottima fonte di fibre ed è ricco di numerose sostanze, che si trovano nella crusca e nel germe
Farina 00: "Il più grande veleno della storia". Perché fa male?
Quando mangiamo prodotti raffinati, tra cui il pane bianco, gli zuccheri presenti nel sangue aumentano improvvisamente e in maniera notevole e di conseguenza il nostro organismo produce più insulina, che porta all’incremento di grassi depositati e favorisce un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati. Tutto ciò può causare malattie cardiache. Inoltre, col passare del tempo, la produzione di insulina si blocca perché il pancreas è troppo carico di lavoro, provocando stati patologici come l’ipoglicemia e malattie come il diabete.
L’unico modo per ovviare al problema è consumare prodotti integrali, ma bisogna stare attenti! Perché spesso il pane integrale venduto nei supermercati è “finto” e lo si può riconoscere perché è più chiaro di quello “vero”. Negli scaffali dei supermercati troviamo anche altri finti prodotti integrali come pasta, fette biscottate, crackers e dolci. La maggior parte di questi viene prodotta aggiungendo alla farina 00 della crusca finemente rimacinata, che è un residuo della raffinazione.
E il danno provocato dai “finti prodotti integrali” è doppio, spiega Franco Berrino, perché “provoca l’indice glicemico alto della farina raffinata e l’effetto dannoso della troppa crusca, che è quello di ridurre l’assorbimento del ferro e del calcio“.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... errino.htm
"L’intolleranza al glutine e la Celiachia stanno crescendo in maniera esponenziale in Europa, negli USA e nel resto del mondo tanto da essere in forma epidemica e si stima che il 5% della popolazione Europea e Statunitense siano affette da questa patologia.
Uno studio pubblicato sulla rivista Interdisciplinary Toxicology (1) mette in discussione l’origine delle malattia che viene definita secondo la medicina ufficiale una malattia autoimmune, i cui effetti sono collegati al consumo di alimenti contenenti glutine una proteina presente nei cereali come frumento, orzo , segale e avena. Lo studio sostiene che un maggior uso del diserbante a base di glifosate, conosciuto principalmente con il nome commerciale di Roundup, nella coltivazione dei cereali e non solo, potrebbe essere la causa della crescita dei casi di celiachia, intolleranza al glutine, come mostra questo grafico riportato nell’articolo, ma anche della sindrome dell'intestino irritabile.
Hospital discharge diagnosis (any) of celiac disease ICD-9 579 and glyphosate applications to wheat (R=0.9759, p=1.862e-06). Sources: USDA:NASS; CDC. (Figure courtesy of Nancy Swanson).
I ricercatori suggeriscono che il glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup, può essere il fattore principale che causa questa epidemia.
Secondo gli autori, la malattia celiaca è associata a squilibri nei batteri intestinali che possono essere completamente spiegati dagli effetti noti del glifosato sui batteri intestinali, tra cui la riduzione dei Lactobacilli e dei Bifidobateri da un lato e da una sovracrescita del C. difficilis e Desulfovibrio dall’altro come riportato in tabella 1.
Tabella 1: Distruzione dei batteri intestinali
Un recente studio sull’esposizione al glifosato nei pesci carnivori ha rivelato notevoli effetti negativi in tutto il sistema digerente (Senapati et al. , 2009 ). L’attività di proteasi, lipasi, amilasi sono tutti diminuiti in esofago, stomaco e nell’intestino di questi pesci in seguito all’esposizione al glifosato. Gli autori hanno anche osservato “distruzione delle pieghe delle mucose e disordine di struttura dei microvilli” nella parete intestinale, insieme ad una secrezione esagerata di mucina in tutto il tratto gastrointestinale. Queste caratteristiche ricordano molto la celiachia.
I peptidi del glutine nel grano sono idrofobici e quindi resistenti alla degradazione gastrica, pancreatica e alla proteasi intestinale (Hershko e Patz, 2008 ). Pertanto, l’evidenza di questo effetto sui pesci suggerisce che il glifosate può interferire con la riduzione delle proteine complesse nello stomaco umano, lasciando grandi frammenti di glutine nell’intestino umano che poi innesca una risposta autoimmune, portando a difetti nel rivestimento del tenue che sono caratteristici di questi pesci esposti al glifosato e dei pazienti celiaci.
Altre caratteristiche della malattia celiaca sono la riduzione di molti enzimi citocromo P450, che agiscono nella detossificazione di tossine ambientali, nell’attivazione della vitamina D3, nel catabolismo della vitamina A e nel mantenere la produzione di acidi biliari e fonti di solfato nell’intestino e, secondo gli autori dello studio, il glifosato è noto per inibire gli enzimi citocromo P450.
Anche carenze di ferro, cobalto, molibdeno, rame e altri metalli rari associati alla malattia celiaca possono essere attribuiti alla forte capacità di glifosato di chelare questi elementi. Analogamente, deficit di triptofano, tirosina, metionina e selenometionina associati alla malattia celiaca corrispondono alla capacità nota del glifosato di esaurire questi aminoacidi. I ricercatori sottolineano inoltre che i pazienti con malattia celiaca presentano un rischio più elevato di sviluppare il Linfoma non-Hodgkin, malattia che è stata anche associata all’esposizione al glifosato. Inoltre, essi sostengono che problemi riproduttivi associati alla malattia celiaca, come l’infertilità, aborti e la nascita di bambini con malformazioni possono essere spiegati dal glifosato.
Tutti i noti effetti biologici del glifosato (inibizione del citocromo P450, interruzione della sintesi di acidi aromatici amminoacidi, chelazione di metalli di transizione e azione antibatterica) contribuiscono all’insorgere della patologia della malattia celiaca, afferma il documento.
Gli autori riportano nelle seguenti tabelle gli effetti del glifosate e le relative disfunzioni e conseguenze.
Tabella 2: Chelazione dei metalli di transizione
Tabella 3: Inibizione citocromo P450
Tabella 4: soppressione della via dello Schikimato
Effetto del glifosate
L’utilizzo del diserbante glifosate nella coltivazione del grano
Il diserbante glifosato viene impiegato nella preparazione del letto di semina del grano e di recente è stato anche ammesso l’uso come disseccante totale nel trattamento pre raccolta tra i sette e i quattordici giorni dalla raccolta per provocare l’indurimento della granella soprattutto nelle annate piovose o se coltivato in zone con clima freddo.
I ricercatori hanno riferito che i residui di glifosato nel grano e in altre colture sono aumentati notevolmente negli ultimi anni grazie a questa pratica della essiccazione delle colture con il veleno per facilitare la raccolta e che ha aumentato l’esposizione della popolazione al veleno attraverso il cibo. Richiamano inoltre l’attenzione sul fatto che dal 2001, l’uso del glifosato in agricoltura è aumentato esponenzialmente a causa della diffusione di colture OGM Roundup Ready, ovvero resistenti al diserbante in questione.
L’uso del diserbante glifosate è vietato nel disciplinare di coltivazione del metodo biologico.
Figura 1: preparazione del letto di semina con diserbante glifosate
Celiachia e cofattori
Altri cofattori che intervengono nell’aumento dei casi di celiachia oltre a un sempre crescente utilizzo del diserbante glifosate potrebbero essere l’utilizzo di concimi chimici a base di nitrati che tendono ad aumentare la percentuale proteica e quindi di glutine nella farina ed anche il fatto che a partire dagli anni 60 i grani sono stati irraggiati per aumentare la produttività e quindi sono stati selezionati grani “nanizzati” ad alto rendimento che hanno bisogno di un maggior numero di trattamenti con pesticidi chimici di sintesi tra cui diserbanti, fungicidi e insetticidi, trattamenti che sono vietati nel metodo biologico.
Conclusioni
In base ai dati riportati nell’articolo (1) è molto probabile che la celiachia abbia origine dall’utilizzo del diserbante e/o disseccante totale glifosate e dalla relativa ingestione di residui più che dalla presenza di glutine nella farina stessa e che l’intolleranza al glutine sia una conseguenza piuttosto che la vera causa della malattia. Pertanto nella maggior parte dei casi, soprattutto quando viene esclusa la sua origine genetica, si può prevenire nutrendosi con farine ed alimenti coltivati con il metodo biologico. Interessanti e gustosi sono pane e pasta prodotti con grani antichi coltivati in Italia fino agli anni ‘60 circa e ora riscoperti, che non sono stati irraggiati e che si sviluppano con uno stelo alto un metro e mezzo circa per cui non hanno bisogno di diserbanti né di fungicidi e vengono coltivati con il metodo biologico mantenendo il profumo del pane e della pasta di una volta.
Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance, Anthony Samsel and Stephanie Senef, Interdiscip Toxicol. 2013, Vol. 6 (4): 159-184." http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3945755/
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... fosate.htm
Sapevate che la farina panificabile che arriva nelle panetterie comuni può contenere fino a 109 additivi diversi? La farina biologica, invece, non contiene assolutamente alcun additivo. Questo articolo riguarda non solo il pane, ma tutti i prodotti fatti con la farina bianca, ovvero dolci, pizze, ecc.
La porcheria che si consuma sotto il sinonimo di pane, è una combinazione di sostanze chimiche che sono utili solo per chi vende il pane ma che danneggiano chi lo consuma.
Tutti abbiamo sentito dire che anticamente si sopravviveva a volte con solo pane e cipolla, ma chi pretende di fare una cosa simile oggi, sarebbe un suicida.
Il pane che oggi ingeriamo, è una pasta di amido che non nutre, anzi, sovraccarica di calorie vuote e porta all’obesità e alla perdita di minerali. Chi non sa che il pane bianco produce stitichezza? Quello che non tutti sanno è che produce molte altre malattie tra le quali:
Obesità
Cancro al colon
Mancanza di minerali (osteoporosi, artrosi, etc.)
Emorroidi
Colesterolo
Diverticoli
Gli additivi che per legge sono aggiunti alle farine sono l’acido ascorbico (E300), la L-cisteina (E920) e l’acido fosforico e i suoi fosfati (E338 – E452). Inoltre nell’estratto di malto contenuto ci sono additivi con effetto conservativo (E270, 280) e addittivi antiossidanti (E325, 326, 327). Questi additivi aumentano la forza della farina o la diminuiscono, e sono usati come agenti lievitanti e per panificare. Nei pani speciali ve ne sono molti di più perchè vengono aggiunti al latte in polvere. allo strutto, agli oli, ecc. per la conservazione, per il colore, per l’emulsione ecc.
I mulini industriali usano prodotti chimici differenti per lo sbiancamento come: l’ossido di azoto, diossido di cloro e nitrosyl e perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari.
Un agente sbiancante, il diossido di cloro, combinato con le proteine qualunque siano, ancora rimaste nella farina, produce allossana. L’allossana è velenosa, ed è stata utilizzata per produrre il diabete in animali da laboratorio. Il diossido di cloro serve anche ad allungare la durata di conservazione della farina, ma non è propriamente salutare, infatti può uccidere la flora intestinale ed è usato anche nei detergenti.
Il pane bianco e i falsi pani integrali (fatti con farina bianca e un po’ di crusca, lievito artificiale e prodotti chimici, e non ha importanza che la marca sia famosa), contengono molte delle seguenti sostanze chimiche:
gesso bianco
monogliceridi e digliceridi
stearoil-2-lactilato di sodio
azodicarbonamido
acido tartarico
diacetilo
glicol propileno
muschio d’Irlanda
farina di riso
pappa di amido
soia in polvere (residui di estratti di olio)
diossido di cloro
farina di pesce
farina di ossa
dose di calcio
fosfato de ammonio
bromato di calcio
azodicarbonato
polisorbato 60 e certo molto sale…
Credete che tutto questo è aggiunto per il bene della vostra salute?
Il gesso bianco, detto solfato di calcio, non è aggiunto per togliere le crepe dal vostro stomaco, ma perché è più facile impastare la massa da infornare pari a 250 Kg. in macchine gigantesche.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... erpane.htm
Certamente ognuno di noi avrà mangiato una pizza, un piatto di spaghetti, della pasta fresca fatta in casa, del pane appena sfornato ecc. ecc. ma vi siete mai soffermati un attimo a pensare… perché la farina usata per la pizza/pasta/pane è così bianca? Se domani mattina prendete un pugno di grano appena raccolto e lo macinate per farne farina anche nel modo più fine possibile, non diventerà mai così bianco come la farina usata per la vostra pizza/pane/pasta. Perché? Al di là del fatto che la farina commercialmente più usata è senza la crusca (fibra), essa subisce un trattamento di sbiancatura… Eh si.. purtroppo è così… Le cose più “buone” e “naturali” che avete mangiato (cosa c’è di naturale in uno spaghetto?) sono sbiancate… come se fossero sporche originariamente e vanno sbiancate.. Purtroppo esse vengono sbiancate con sostanze chimiche. In alcuni paesi è permesso sbiancare le farine con il biossido di cloro… una sostanza che in questi alimenti si combina con le proteine residue e produce ALLOSSANO (alloxan in inglese), un veleno usato per produrre il diabete sugli animali in laboratorio.
Avete letto bene, ogni giorno rischiate di mangiare un alimento che potrebbe contenere tracce di un veleno usato per produrre il diabete in laboratorio sugli animali, distruggendo le cellule beta del vostro pancreas. Se siete li lì pronti ad ingurgitare il buon succulento panino o merendina, forse è meglio non farlo e se per anni l’avete fatto e avete una storia familiare di diabete, è meglio cambiare le proprie abitudini, smettendo di nutrirsi con farine sbiancate ed adottare dei rimedi al fine di non peggiorare le cose o nel migliore dei casi di invertire gli effetti dell’ ALLOSSANO, integrando la propria dieta con la vitamina E. L’uso del biossido di cloro non è consentito nei paesi Europei, ma c’è da chiedersi se la maggior parte di farine usate in Europa e che provengono da importazione, se rispettano il divieto dell’uso di questa o altre sostanze chimiche tossiche.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ossano.htm
La farina 00 è nociva. Dietro il suo aspetto apparentemente innocuo, il suo colore candido e la sua consistenza così vaporosa e leggera, si nasconde un vero e proprio pericolo per la salute umana.
Questa farina – diffusissima nei supermercati e comunemente usata negli impieghi casalinghi - si ottiene attraverso la macinazione industriale del chicco di grano, che comporta l'eliminazione del germe (ovvero il cuore nutritivo del chicco, che contiene aminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine del gruppo B e vitamine E) e della crusca (la parte più esterna, particolarmente ricca di fibre). Tutto questo porta a un impoverimento della materia prima: da questa macinazione si ottiene infatti una farina raffinata, che si mantiene a lungo, ma risulta terribilmente depauperata e ricchissima di zuccheri.
Abbiamo chiesto al professor Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e consulente della Direzione scientifica, quali sono gli effetti negativi dell'uso abituale di questo tipo di farina.
"La farina 00 - come tutti i prodotti raffinati – provoca un aumento della glicemia e il conseguente incremento dell'insulina, fenomeno che nel tempo porta ad un maggior accumulo di grassi depositati".
Tutto questo si traduce quindi con un indebolimento dell'organismo, sempre più soggetto a malattie di ogni tipo, tumori inclusi.
Quali farine bisogna scegliere allora?
"L'ideale – spiega Berrino – è acquistare grano biologico dai nostri contadini (possibilmente il grano duro, che ha un contenuto più basso di zuccheri) e macinarselo da soli. In casa".
Vi sembra impossibile? Niente affatto!
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... rina00.htm

In primis riporto una frase dell'articolo in oggetto che recita:
"Potrebbe sembrare un paradosso o un cortocircuito logico, ma in realtà esistono un’infinità di piante in grado di curare le patologie che ci affliggono, come e spesso meglio di quanto non facciano i farmaci sintetici tradizionali, ma la loro coltivazione, commercializzazione e diffusione è in varia misura vietata o limitata dai governi nazionali e sovranazionali in quanto potrebbe nuocere ai profitti delle multinazionali farmaceutiche."
della quale mi permetto di correggere la parte:
"spesso meglio di quanto non facciano i farmaci sintetici tradizionali"
e mi permetto di dichiarare invece una inconfutabile VERITA' che è:
"I FARMACI TRADIZIONALI IN QUANTO RISULTATO DI "ricerche scientifiche" NON POSSONO CHE CAUSARE DANNI ALL'INDIVIDUO CHE LI INGERISCE E NE FA' FEDE IL FOGLIO ILLUSTRATIVO (BUGIARDINO) IL QUALE NE ELENCA I DANNI, MA NEMMENO TUTTI IN QUANTO NESSUNO E' IN GRADO DI VALUTARE QUANTI E QUALI DANNI SONO IN GRADO DI CAUSARE IN QUANTO OGNI INDIVIDUO E'A SE, QUINDI DIFFERENTE DA UN ALTRO."
Mi permetto quindi di accomunare queste PIANTE PROIBITE alla CARNE, al LATTE ed i LATTICINI poichè in comune hanno TUTTO ed un difetto unico:
DI CONTENERE GLI "ALIMENTI ESSENZIALI" ED ESSERE QUINDI DEI CIBI NATURALI.
Mi spiego meglio con una domanda:
Tu sicuramente ingoi una pera, una mela od una insalata, però pensi che siano tuoi FRATELLI O NO?
Bene ora ti dimostro che SONO TUOI E MIEI FRATELLI in quanto siamo TUTTI IN VITA GRAZIE AGLI "ALIMENTI ESSENZIALI" CHE FANNO AUTOPRODURRE LE "DIFESE IMMUNITARIE"
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... igrano.htm
La Vita segreta delle piante
Potrà sembrare assurdo, ma piante ed esseri umani si somigliano più di quanto potessimo immaginare. Diversi studi eseguiti nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato che le piante possiedono una serie di caratteristiche sorprendenti e che, per certi aspetti, alcuni loro comportamenti sono simili ai nostri
Le piante sono capaci di percepire il pericolo e di sapere esattamente cosa “fare” per evitare i predatori.
Non molto tempo fa, un gruppo di scienziati ha scoperto che esse sono in grado di ascoltare, di vedere, annusare e di possedere la capacità di apprendere, ricordare, e comunicare.
Inoltre, non solo a loro non piace il frastuono prodotto dalle attività umane, ma fatto ancor più sorprendente, le piante sono anche in grado di fare musica e di cantare!
Insomma, i ricercatori hanno scoperto che la biologia umana e quella vegetale sono molto più vicine di quanto non si sia mai compreso e l’analisi di queste somiglianze potrebbe avere ricadute benefiche nello studio delle basi biologiche di malattie come il cancro.
L’altruismo delle piante
In un esperimento condotto da alcuni ricercatori dell’Università del Colorado, si è dimostrato che le piante, tra le numerose caratteristiche, sono anche anche altruiste.
Gli studiosi hanno esaminato dei semi di mais fecondato, ognuno dei quali conteneva due “fratelli” (un embrione e un pò di tessuto cellulare noto come “endosperma”, che alimenta l’embrione durante la sua crescita).
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... arlano.htm

Anche le piante soffrono. Quante volte vegetariani e vegani se lo sono sentiti dire? Beh, l'affermazione potrebbe non essere poi molto lontana dalla realtà. Una nuova ricerca mostra che le piante sanno quando stanno per essere mangiate. E a loro non piace affatto.
Che le piante posseggano una particolare forma di intelligenza non è una cosa nuova: sappiamo che rispondono al vento, al tatto e persino alla musica. Ma secondo Modern Farmer, un nuovo studio della University of Missouri rivela che sono anche in grado di rilevare quando vengono mangiate e inviano meccanismi di difesa per cercare di impedire che ciò accada. In pratica rispondono ai suoni che bruchi fanno quando le mangiano.
Lo studio è stato effettuato sull' Arabidopsis thaliana, imparentata con broccoli, cavoli e altri fratelli del genere della famiglia delle Brassicacea. È comunemente usata negli esperimenti scientifici perché è stata la prima pianta ad avere il genoma interamente sequenziato e gli scienziati ne conoscono intimamente il funzionamento.
"Precedenti ricerche hanno rivelato che le piante rispondono all'energia acustica, compresa la musica", ha detto Heidi Appel, scienziato del College of Agriculture, Food and Natural Resources and the Bond Life Sciences Center at MU -. Tuttavia, il nostro lavoro è il primo esempio di come le piante rispondono ad una vibrazione ecologicamente rilevante. Abbiamo scoperto che le vibrazioni dell'alimentazione provocano cambiamenti nel metabolismo delle cellule vegetali, creando prodotti chimici più difensivi che possono respingere gli attacchi dei bruchi".
Il risultato? La pianta produce olio di senape leggermente tossico se mangiato e lo invia lungo le sue foglie per cercare di tenere lontano i predatori. Quando le piante hanno "sentito" "le vibrazioni dei bruchi che mangiavano, han no inviato più olio. In presenza di altre vibrazioni, invece, non hanno affatto reagito. Questo vuol dire anche, però, che quando sono mangiate dall'uomo non avvertono affatto la stessa sensazione. O almeno, si suppone.
Roberta Ragni
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ffrono.htm

Il direttore del laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale: «Gli alberi nutrono i semi come i genitori farebbero con un bimbo. E sono organismi pionieri: viaggiano e reagiscono al cambiamento del clima innalzandosi per cercare il fresco»
di Walter Veltroni
Stefano Mancuso e la vita segreta delle piante: «Per sopravvivere si spostano»
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Sono rimasto affascinato dal pensiero del professor Stefano Mancuso, direttore del laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale, leggendo due suoi libri pubblicati da Laterza: «L’incredibile viaggio delle piante» e «La nazione delle piante» che contiene una singolare ipotesi di Costituzione immaginata sui «valori» del mondo vegetale.

Come guardare, da uomini, alla vita delle piante?
«Esiste un problema generale di relazione con le piante. Noi siamo animali, tutto quello che abbiamo costruito, immaginato, visto, è costruito su come noi siamo fatti. Guardiamo l’universo solo dal nostro punto di vista».

L’antropocentrismo...
«L’antropocentrismo. Quello che diverge viene valutato come un handicap. Noi siamo lo standard, ciò che è diverso da noi è indice di incompiutezza, di incomprensibile diversità. Se altre forme di vita non sono “perfette” come noi, sono anomale. Le piante, poi: non hanno organi, non si muovono... Tanto che diciamo “in stato vegetativo” per dire quando siamo prossimi all’inorganico, alla fine. Se guardiamo alle piante da questo punto di vista, non le capiremo mai. Perché sono una forma di vita differente».

Gli uomini migrano, gli animali migrano, le piante sono lì. E apparentemente non migrano.
«Invece le piante sono gli organismi pionieri per eccellenza, sembra incredibile. Certo, se noi guardiamo alla vita della singola pianta, allora la singola pianta è stanziale, è radicata e non si sposta. Ma si muove, anche se non si sposta. Nel caso delle piante dobbiamo guardare in termini di comunità. Nel mondo vegetale non esiste il puro individuo, come concetto. Va visto il flusso delle generazioni. Le piante migrano in maniera che non ha eguali nel resto del mondo dei viventi. Pensi che, in conseguenza dei cambiamenti climatici, le piante hanno iniziato ad alzarsi, a migrare, a viaggiare, per sopravvivere».

Come viaggiano le piante?
«Viaggiano attraverso i semi. Usano sempre dei vettori. Approfittano di ciò che ha possibilità di movimento: l’acqua, l’aria, animali, uomini. Si muovono per chilometri e per anni, raggiungono continenti lontani e lì si adattano a vivere. La loro “intelligenza” ha inventato migliaia di modi di diffondere la vita».

Le piante reagiscono ai cambiamenti climatici?
«Un innalzamento della temperatura di mezzo grado impedisce, ad esempio nella zona del Sahel, la coltivazione. Ogni mezzo grado di temperatura in più, cento chilometri che prima erano coltivabili non lo sono più. Quindi le persone che vivevano lì, in quei cento chilometri, non possono sopravvivere, e per questo migrano. Le piante rispondono esattamente agli stessi stimoli e agli stessi input. Siccome fa più caldo, i luoghi originali di crescita di queste piante non sono più adatti alla loro sopravvivenza, le piante si spostano. Si spostano in altezza. Così negli ultimi trenta anni abbiamo avuto in Catalogna l’innalzamento del leccio e tante piante di altre specie hanno iniziato ad alzarsi di varie centinaia di metri».

Perché si alzano?
«Perché fa più fresco. Cercano di ritrovare il loro ambiente naturale alzandosi».

Una reazione umana...
«È una reazione biologica. Perché migriamo noi? Perché esiste la migrazione? Perché l’ambiente non è stabile. L’ambiente non è immutabile. È in continuo movimento e in continua evoluzione. E le specie, tutte le specie, dai batteri fino ad arrivare all’uomo, si muovono cercando sempre le zone dove le condizioni ambientali sono migliori. La scarsa conoscenza della biologia, di come funziona la vita, ci impedisce di comprendere che alcuni meccanismi base sono fondamentali alla sopravvivenza. La migrazione è fondamentale per permettere alle specie di sopravvivere. È chiaro che non si può pensare di impedire un meccanismo base. Come se io dicessi: da domani, siate cortesi, non respirate più».

Il mondo vegetale sviluppa un senso di comunità?
«Sì. Il principe russo Kropotkin, famoso soprattutto per le sue tesi sull’anarchismo, era anche un grandissimo biologo. Scrisse un libro bellissimo, anche per confutare lo stravolgimento del pensiero di Darwin, nelle teorie del darwinismo sociale che poi degenerarono nell’orrore dell’eugenetica. Tesi che, ci tengo a precisare, non avevano nulla a che fare con il pensiero di Darwin. Darwin sosteneva che, nella sfida per la sopravvivenza, a prevalere fosse il più adatto, non il più forte o il più aggressivo. Il darwinismo sociale, al contrario, riduce tutta la vita a una spietata competizione, in cui il più forte vince. Da questa errata concezione dell’evoluzione sono nati molti orrori della storia. Kropotkin era un biologo molto più fine di questi pseudo seguaci di Darwin. Lui disse: “No, guardate che la vita è una cosa diversa, la vita è soprattutto condivisione”. Usava questo termine meraviglioso “mutuo appoggio”. È bellissimo».

Qual è il mutuo appoggio tra le piante?
«Immagini un bosco, un bosco originale, non piantato dall’uomo. Quel bosco è come se fosse un organismo unico. Cioè non costituito da tanti individui ma da una rete di piante che sono connesse le une con le altre. Possono essere direttamente connesse, attraverso le radici, a centinaia, letteralmente centinaia, di piante vicine. Qual è il mutuo appoggio? Il mutuo appoggio sta nel fatto che attraverso queste radici le piante si scambiano informazioni sullo stato dell’ambiente, e si scambiano nutrienti, acqua. Immagini un semino che cade in una foresta, un luogo buio. Il seme, prima di poter arrivare ad un’altezza tale da poter fare la fotosintesi, deve attendere molti anni. Come fa questo seme a vivere? È l’infanzia dell’albero. Lei non ci crederà ma in quel momento sono gli alberi adulti che lo alimentano, attraverso le connessioni radicali. Si chiamano cure parentali. E se consideriamo le cure parentali come un indice di complessità della specie come definire allora la straordinaria capacità “genitoriale” delle piante?».

Altri casi di «mutuo appoggio»?
«Le piante sanno soccorrere quelle, tra loro, che sono più deboli. Sembra poesia, ma è realtà. Una mia collega, si chiama Suzanne Simard, ha fatto uno straordinario esperimento... Cosa fa Suzanne? Va in un meraviglioso bosco di abeti del Canada, prende un abete adulto di venti metri e, facendosi aiutare da alcuni suoi studenti, lo isola completamente dall’atmosfera, mettendolo all’interno di un enorme pallone trasparente. All’interno di questo pallone fa entrare anidride carbonica marcata. Di modo che se ne potesse seguire il destino. Una settimana dopo, lo zucchero, l’energia che queste piante avevano prodotto, lo si trovava sparso in una grande zona della foresta. Dove l’aveva diffusa? Soprattutto, ecco il “mutuo appoggio”, negli individui giovani e deboli».

Esiste la cattiveria tra le piante? Come tra gli animali, tra gli uomini...
«La cattiveria è una categoria animale. Gli animali per nutrirsi sono obbligati a uccidere altri esseri viventi. Da questa necessità di uccidere proviene originariamente la nostra sete di potenza, sopraffazione. Il dominio sugli altri è in un certo qual modo connaturato nell’essere animale. Le piante invece hanno sviluppato un modo di sopravvivenza differente. Prendendo tutto ciò di cui hanno bisogno dalla luce del sole, non hanno necessità di sopraffare per vivere. Mentre gli animali hanno, come spinta primordiale, quella di dover sopraffare altri esseri viventi per sopravvivere, le piante hanno al contrario la necessità di unirsi agli altri per esistere. Per questo hanno sviluppato il “mutuo appoggio” non soltanto con le altre piante, ma anche con tutti gli altri esseri viventi. Le piante hanno mutui appoggi con i batteri, con i funghi, con gli insetti, con gli animali superiori, anche con noi, ovviamente».

Le piante carnivore e quelle velenose sono le pecore nere?
«Che cos’è una pianta carnivora? È una pianta che si è trovata a crescere in un luogo in cui mancava qualcosa di fondamentale per la vita. Molto spesso l’azoto. Nelle paludi, per esempio, il ciclo dell’azoto non si può concludere e le piante si trovano senza un elemento fondamentale per la vita. E allora scelgono la soluzione semplice: prenderlo da altri esseri viventi. È il paradosso: quando cerchiamo la cattiveria delle piante la rintracciamo nell’ unico caso di comportamento “animale”».

C’è un elemento sistemico nelle piante?
«Noi animali siamo individui. La parola viene dal latino: in dividuus, non divisibile. Se taglio in due un uomo o un cane, muore. La pianta no. La pianta non è un individuo, la pianta è una rete. La pianta non è un individuo, è una colonia. Una pianta è una rete in sé e per sé, un bosco è una rete di reti. La topografia di Internet è identica alla topografia di una rete vegetale. Perché? Perché nasce esattamente per lo stesso motivo. Internet nasce per sopravvivere: era una rete militare che doveva essere in grado di sopravvivere ad un attacco che colpisse il comando centrale. Quindi diffusero i centri nevralgici. Le piante sono tutte diffuse, sono vere e proprie reti perché devono resistere alla predazione».

Facciamo un esempio di intelligenza delle piante: Cernobyl.
«Dopo l’esplosione alcune foreste diventarono completamente rosse e morirono. Quei trenta chilometri della zona di esclusione erano persi, morti. Oggi, invece, quell’area conosce la più alta biodiversità del nord Europa. In quella zona sono tornati lupi, alci, linci, orsi e soprattutto un’incredibile quantità di piante. Le foto di Prypjat prese dai droni oggi mostrano la città completamente sommersa dagli alberi. A Cernobyl le piante non solo crescono. Hanno assorbito la maggior parte degli elementi radioattivi che sono stati prodotti dall’esplosione, dalla fusione del nucleo e li hanno stoccati all’interno del corpo della pianta stessa. Le piante puliscono l’ambiente all’interno del quale vivono e depositano i veleni all’interno del proprio corpo, come in un garage blindato. Il che da una parte ha reso vivibile di nuovo il contesto — è per questo che sono potuti tornare gli animali — dall’altra parte è anche un problema perché, se ci fosse un incendio, si libererebbero quelle scorie e avremmo di nuovo un effetto Cernobyl».

La tripartizione darwiniana: pietre, animali, piante, non la convince?
«Poco: il vero punto di demarcazione sta tra vita e non vita. Tra pietre e il resto. Ma la vita di tutti gli esseri viventi va vista come un solo unico evento. E questo ci permette di capire come mai siamo tutti connessi, come mai la vita sia un fenomeno sistemico, perché pensare di poterci astrarre dal destino comune sia un’illusione. La scienza è una grande risorsa: la vita media delle persone, grazie agli enormi progressi della medicina, sta aumentando in maniera inimmaginabile solo pochi decenni fa. È vero, è giusto. Ma i problemi della nostra sopravvivenza non riguardano, di nuovo, i singoli individui, ma la comunità dei viventi. Se non cambiamo immediatamente rotta, nel dissennato consumo delle risorse ambientali, sarà difficile arrivare al prossimo secolo».

L’immagine di quell’orso smarrito su un pezzo di ghiaccio alla deriva ci racconta del Global Warming meglio di tanti discorsi...
«Commozione nel vedere questi esseri viventi che stanno scomparendo. E immedesimazione perché, in un certo senso, ci stanno soltanto precedendo sulla stessa strada che noi abbiamo imboccato. Inconsapevoli ed egoisti. Questa generazione sta dissipando i beni primari dell’umanità. Fino al 1970 la terra ha consumato solo le risorse che riusciva a rigenerare. Il giorno in cui iniziava il deficit ambientale era infatti il 31 dicembre. Oggi la stessa quantità è consumata il primo di agosto. La violenza dei fenomeni naturali, i milioni di migranti ambientali, lo scioglimento dei ghiacciai... L’uomo che si è auto definito “sapiens” finge di ignorare ciò che egli stesso vive. Le previsioni, giudicate catastrofistiche, del rapporto del club di Roma nel 1972, si sono realizzate. Perché la situazione dovrebbe cambiare? Non cambierà. Se non facciamo una rivoluzione radicale del nostro modo di porci rispetto all’ambiente. Non abbiamo tempo. È oggi. Domani è troppo tardi».

Sembra che l’uomo non voglia accettare l’idea della finitezza delle risorse naturali.
«Le risorse su questo pianeta sono limitate, non infinite. Il pianeta è una piccola sfera, non è tutto l’universo. È come un’isola in mezzo al mare. Quando finisci il cibo sull’isola devi aspettare che ti arrivi da fuori. Ma non arriverà nulla, proprio nulla, da fuori. Noi sappiamo quando finiranno le risorse, lo sappiamo esattamente, ormai da decenni. Quando finirà il fosforo, quando finirà il cobalto, quando finirà il litio. E tutte queste risorse finiranno prima del petrolio. Noi siamo fissati con questa storia del petrolio che si esaurirà ma, prima ancora, saranno gli elementi che oggi costituiscono la benzina della modernità a finire. Cosa accadrà quando non ci saranno più risorse per far funzionare Internet?».

Finiamo con un apologo sull’interconnessione del nostro destino. La storia magnifica dei bombi...
«È una storiella scritta da Darwin. Diceva: perché ci sia tanto bestiame ci deve essere tanto trifoglio e perché ci sia tanto trifoglio ci devono essere tanti bombi che portano in giro il polline. E perché ci siano tanti bombi bisogna che ci siano pochi topi. Perché i topi mangiano le larve dei bombi. E perché ci siano pochi topi bisogna che ci siano tanti gatti. Quindi, diceva, per avere tante mucche, per produrre carne, bisogna che ci siano tanti gatti. Perché? Perché il gatto ammazza il topo, il topo che non mangia il bombo che impollina il trifoglio che fa vivere le mucche. La rete della vita. Siamo tutti legati da una comunità di destino».

30 giugno 2019 (modifica il 1 luglio 2019 | 08:12)
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