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 Beri beri la vitamina B1 (TIAMINA) 
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Messaggio Beri beri la vitamina B1 (TIAMINA)
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... minab1.htm
Per le pagine precedenti o le successive se non le vedi più:
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... edenti.htm

Come sempre la VERA SALUTE passa per il CIBO NATURALE, quindi è vero che modificarlo può essere redditizio come rendimento commerciale, ma come sempre, se ingoiato con costanza causa CARENZA di un qualche "ALIMENTO ESSENZIALE", che scoprendo quale di questi sia, ingoiandone quantità sufficienti si guarisce recuperando questa VERA SALUTE.
A conferma dell'articolo sotto, il video:
https://www.youtube.com/watch?v=7yorK73 ... e=youtu.be
"Marco è un cinquantenne colpito otto anni fa dal morbo di Parkinson. Per ben sei anni ha tentato una terapia attraverso la somministrazione di diversi farmaci nella speranza di curare la sua malattia. Visti i risultati negativi, si è infine rivolto, due anni fa, al neurologo di Viterbo Antonio Costantini, il medico che ha in cura centinaia e centinaia di pazienti affetti dal morbo di Parkinson.
Dopo il trattamento con la Vitamina B1, detta anche Tiamina, i sintomi della malattia sono completamente regrediti, così come accertato dal medico Asl competente. ( Vai al video )
Non si tratta certamente del primo caso, ma questo è l’unico ad avere ottenuta una verifica ufficiale.
Sulla vicenda abbiamo sentito il dottor Costantini.
D: Dottor Costantini, Marco è uno degli ultimi malati che ha curato per il morbo di Parkinson. Quale è la terapia somministrata a questo nuovo paziente ?
R:La terapia che abbiamo somministrato a questo nuovo paziente è sempre la vitamina B1, con dosi necessarie per controllare perfettamente l’equilibrio. Su questa base noi inseriamo la dose di Levodopa, che è il farmaco con meno effetti collaterali che esistono per la malattia del Parkinson, e il risultato è stato una completa regressione dei sintomi.
D: Da quali parametri risulta questa regressione?
R: Dalle schede di valutazione, dai test motori cui viene sottoposto per verificare l’equilibrio, l’eloquio e tutta una serie di funzioni che risultano nella norma.
D: Marco si è sottoposto anche a una visita di controllo alla Asl?
R: Si, lui è un sottufficiale in congedo della polizia; per avere la licenza del porto d’armi è stato sottoposto ad una visita ufficiale per verificarne le condizioni di salute. E’ stato visitato da un fisiatra della Asl per accertare le condizioni fisico-motorie del paziente. Il medico fisiatra che lo ha visitato ha infatti constatato che non presentava più alcun sintomo della malattia e lo ha ritenuto idoneo. Per noi è comune vedere pazienti con malattia di Parkinson con completa regressione dei sintomi in seguito all’introduzione della vitamina B1 nella loro terapia. In questo caso però la completa regressione dei sintomi non l’abbiamo certificata noi ma un medico estraneo al nostro gruppo e si tratta di uno specialista nei disturbi del movimento.
D: Fino a qualche anno fa la malattia del morbo di Parkinson colpiva soprattutto gli anziani, adesso colpisce anche i trenta-quarantenni. Cosa è cambiato in questi anni?
R: Non si sa. Di certo, attualmente si consumano nella alimentazione molti zuccheri semplici che richiedono più vitamina b1 per essere metabolizzati. Quindi pensiamo che possano crearsi situazioni di carenza relativa di Vitamina B1 che potrebbe essere implicata nella patogenesi della malattia a causa dell’alimentazione in cui sia presente un alto contenuto di zuccheri semplici nei cibi. Ci sono già studi che correlano la malnutrizione ai sintomi non motori della Malattia di Parkinson (Mischley L.K1 .Int Rev Neurobiol. 2017;134:1143-1161. doi: 10.1016/bs.irn.2017.04.013. Epub 2017 Jun 9.Nutrition and Nonmotor Symptoms of Parkinson’s Disease.)
D: Quali sono i primi sintomi di questa malattia degenerativa?
R: I sintomi sono tanti perché interessano i sistemi motori; l’olfatto con anosmia, è sicuramente uno dei primi sintomi; l’umore, con depressione; un leggero rallentamento dei movimenti; una leggera rigidità e la mancanza di movimenti volontari; il viso che è amimico. Consideri che il Parkinson interessa i sistemi motori, colpisce le funzioni cognitive, le funzioni emotive, oltre l’olfatto, e l’equilibrio. Provoca movimenti involontari come il tremore, peraltro non presente in tutti pazienti, e questo costituisce uno dei sintomi più ostici da mettere sotto controllo, da sempre.
D: Dopo la riabilitazione è necessario ricorrere anche alla fisioterapia?
R: La fisioterapia è importante perché consente al paziente di recuperare o mantenere i gradi fisiologici di movimento (articolarità), limitati dalla rigidità tipica del parkinsoniano. Esistono esercizi per la stabilità posturale, per l’elasticità muscolare e un training per la deambulazione. Il movimento del parkinsoniano deve essere controllato dalla volontà, perché non è controllato automaticamente dai sistemi colpiti dalla malattia.
dott. Antonio Costantini
Quindi il paziente impara con il terapista a dare un ritmo al proprio cammino, contando a voce i passi o attraverso ausili quali il contapassi. Per i pazienti con disturbi della marcia come il freezing (il paziente si blocca prima o durante il cammino), sono molto utili i puntatori laser che sbloccano il paziente dallo stato di “congelamento” tipico del freezing illuminando la zona antistante i piedi.
D: Dottor Costantini lei ha curato con la vitamina B1 centinaia e centinaia di pazienti colpiti dal morbo di Parkinson. I suoi studi sono stati pubblicati nel 2015 sul sito The National Center Biotechnology. Come ha reagito la medicina ufficiale alla sua cura?
R: E’ stata totalmente ignorata, purtroppo. Non si è incaricato nessuno di smentirci, né di confermare i nostri risultati.
D: Perché secondo Lei?
R: Non ne ho alcuna idea.
D: Negli anni scorsi in collaborazione con l’ospedale San martino di Genova era stato deciso di organizzare una sperimentazione chiamata “doppio cieco” poi abbandonata. Perché?
R: Perché il Ministero non ha dato i fondi per la sperimentazione. Si trattava di 250 mila euro.
D: Quanto costa la cura con la somministrazione della vitamina B1 rispetto alla cura con i farmaci tradizionali?
R: Costa molto di meno; in fiale costa 50 euro l’anno.
D: Mentre la cura con i farmaci tradizionali?
R: Ci sono anche farmaci molto cari di recente produzione.
D: Su internet sono presenti numerosi enti scientifici, associazioni di genitori, neurologi e ospedali che si occupano a vario titolo del morbo di Parkinson. In futuro, cioè oggi, ritiene possibile una collaborazione con altri enti scientifici per cercare di debellare definitivamente questa malattia invalidante per migliaia e migliaia di persone?
R: Noi siamo disponibili ad aiutare chiunque. Attualmente ci sono centinaia di pazienti che si rivolgono a noi attraverso l’invio di e.mail. Un sito web britannico chiamato HealthUnlocked si è molto impegnato, visti i buoni risultati, a diffondere questo tipo di trattamento tra i suoi iscritti: hanno pubblicato delle linee guida con il nostro aiuto. Pertanto, un paziente può anche agevolmente curarsi da solo con forme orali di Vitamina B1. I risultati sono stati ben evidenti, tanto che alcuni utenti hanno potuto fare un elenco di circa 80 disturbi lamentati dai pazienti che regrediscono o migliorano di molto in seguito alla terapia con Tiamina. Talvolta chiedono a noi qualche consiglio per aggiustare la dose in itinere.
Giuseppe Careri
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... minab1.htm
Inoltre, al riguardo del CAFFE' ed alla malattia Parkinson l'articolo riporta:
"Quindi se le malattie, compreso la Parkinson non la curano i "principi attivi" come si potrà mai pretendere di prevenire o curare questa malattia con il CAFFE' DROGA-INSETTICIDA?
Sempre l'articolo in oggetto scrive:
"Il Parkinson è una patologia neurodegenerativa particolarmente diffusa e molto grave, che ha fra i suoi sintomi dolori muscolari, tremori, problemi nella regolazione dell’equilibrio e del movimento. Si tratta di una malattia che per molti versi è ancora un mistero per gli studiosi, che non sono riusciti ad individuare una terapia definitiva che riesca a sconfiggere il male.
Gli studi e le ricerche sono all’ordine del giorno, accompagnati dal tentativo di trovare una cura che possa prevenire il Parkinson."
e con tanta fantasia l'autore dell'articolo scrive:
"Gli esperimenti compiuti in laboratorio infatti hanno dimostrato che la caffeina consente di rallentare la degenerazione cerebrale nelle persone colpite dal Parkinson. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Pnas, nei grani del caffè si trova una sostanza preziosa: l’Eht. Si tratta di un acido grasso che deriva da un neurotrasmettitore della serotonina e ha la capacità di proteggere il cervello da un accumulo di proteine, che solitamente causa il morbo.
Questo composto contenuti nei grani di caffè insieme alla caffeina crea un potentissimo scudo contro la malattia, bloccando il progredire dei sintomi e addirittura prevenendoli grazie ad un’azione protettiva delle cellule cerebrali. Non è la prima volta che il caffè viene indicato dagli scienziati come un ottimo alleato contro il Parkinson, già in passato numerosi studi avevano evidenziato come la classica tazzina consenta di ridurre il rischio di ammalarsi."
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... kinson.htm
Il beri beri è una malattia da denutrizione provocata dalla carenza cronica di tiamina, meglio nota come vitamina B1. Si tratta di una patologia diffusa soprattutto nelle popolazioni orientali con alimentazione fondata prevalentemente sul consumo di riso brillato. La tiamina, particolarmente abbondante nella crusca di riso, quindi nel prodotto integrale, viene infatti perduta con il processo di raffinazione del cereale.
Beri-beri carenza vitamina B1Anche l'alcolismo può predisporre allo sviluppo del beri-beri, sia perché l'etanolo riduce l'assorbimento intestinale della tiamina, sia perché il danno epatico associato all'abuso di alcol riduce la capacità del fegato di convertire la vitamina nella sua forma attiva. Deficit di tiamina possono essere scatenati anche da disbiosi, specie quando caratterizzate da un'eccessiva proliferazione della flora batterica intestinale; alcuni di questi microorganismi sintetizzano infatti un enzima, chiamato tiaminasi, in grado di inattivare la vitamina B1. Deficit attenuati di tiamina, che spesso fuggono alla diagnosi, possono quindi registrarsi ancora oggi, specie nelle persone che fanno un eccessivo consumo di alimenti raffinati, negli alcolisti, in gravidanza ed allattamento, ed in caso di avvenimenti stressanti, incluso lo sport, o resezioni e disturbi gastrointestinali (celiachia, colite ulcerosa ecc.). Spie di tale deficit sono sintomi come nevriti, stato di stanchezza cronica, cefalee, irritabilità, disturbi della memoria, palpitazioni, affanno, costipazione, difficoltà digestive, vertigini ed inappetenza.
La B1 fu la prima vitamina scoperta dall'uomo, nel lontano 1911 grazie agli studi di Funk; già qualche anno prima Eijkam, incaricato di scoprire l'origine di una malattia che aveva improvvisamente assalito buona parte delle armate delle Indie olandesi, era giunto alla conclusione che il tegumento del riso conteneva una qualche sostanza la cui assenza causava il beri beri nell'uomo e nelle galline.
La vitamina B1 agisce essenzialmente come coenzima nella produzione di energia a partire da substrati energetici come glucidi ed aminoacidi glucogenici. In natura, si trova in alimenti come la carne fresca, le uova, i legumi, i cereali integrali, le verdure a foglia verde, la frutta ed il latte.
Sintomi Beri beri
Beri-beri è una parola della lingua cingalese, che significa letteralmente "non posso non posso", in riferimento agli effetti paralizzanti che può produrre nei soggetti affetti.
Il beri beri può dare tre diverse sintomatologie:
beri-beri umido: affligge principalmente il sistema cardiovascolare. Comporta un accumulo di liquido nei tessuti, con edema, tachicardia, difficoltà respiratorie e tendenza all'insufficienza cardiaca;
beri-beri secco: affligge principalmente il sistema nervoso. Il paziente appare estremamente emaciato, e lamenta atrofia dei muscoli degli arti inferiori e polineuropatia;
beri-beri infantile: colpisce i lattanti di 2-3 mesi di età. Può presentarsi in diverse forme, isolate o variamente associate tra loro: cardiache (fulminanti), afoniche e pseudomeningitiche. Può quindi essere letale se non si interviene celermente con un trattamento adeguato. Le cause del beriberi infantile vanno ricercate nell'assunzione di latte materno povero di tiamina.
Prima di assumere una precisa fisionomia, il beri-beri si manifesta con inappetenza, astenia, disturbi gastrointestinali, edemi (a volte), palpitazioni, disturbi della sensibilità, incertezza nei movimenti, debolezza alle gambe, dolori e spasmi muscolari.
La neuropatia è il segno caratteristico del beri-beri nell'adulto (forma secca); si manifesta con alterata percezione sensoriale, formicolio o perdita di sensibilità a mani e piedi, difficoltà deambulatorie, confusione mentale, difficoltà nella fonazione e movimenti involontari degli occhi (nistagmo optocinetico).
Trattamento
La terapia del Beri-beri si basa sulla somministrazione di tiamina (tiamina cloridrato) per via orale (10 mg/die), eventualmente supportata da un multivitaminico e multiminerale, ma soprattutto dalla correzione delle abitudini dietetiche. Nelle forme più gravi di beri-beri si rende necessaria una doppia iniezione quotidiana per via intramuscolare con circa 20 mg di vitamina cloridrato. Il recupero è spesso sorprendente nella sua rapidità, tanto da far registrare notevoli miglioramenti entro un'ora dall'inizio del trattamento specifico per il beri-beri.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... minab1.htm
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24 feb 2019, 10:35
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