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 Evidence Based Medicine in lutto: il pilastro Cochrane vacil 
Autore Messaggio
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Iscritto il: 29 dic 2008, 16:05
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Messaggio Evidence Based Medicine in lutto: il pilastro Cochrane vacil
Per le pagine precedenti o le successive se non le vedi più:
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... edenti.htm
Dell'articolo, il pezzo che maggiormente mi ha colpito, non sò se lo sarà anche per voi, è questo in quanto il pezzo "La posta in gioco è la capacità di produrre evidenze mediche credibili e affidabili di cui la nostra società ha grande bisogno." pare che ci dica tutto, ma confermi la PIENA FALSITA' di TUTTA LA MEDICINA, vero?
"QUINDI: O CREDI O NON CREDI"
come è nella religione, per entrambe NESSUNA PROVA MAI.
L'unica differenza è che nelle confezioni dei "principi attivi" vi mettono il FOGLIO ILLUSTRATIVO o BUGIARDINO con descritto quanto costa IL CREDERE, mentre nella religione il CREDERE NON COSTA NULLA.
L'articolo continua:
"Questa non è una questione personale.
È una questione altamente politica, scientifica ed etica sul futuro di Cochrane.
Come molte persone sanno, gran parte del mio lavoro non è molto favorevole agli interessi finanziari dell'industria farmaceutica.
Per questo motivo Cochrane ha affrontato pressioni, critiche e lamentele.
La mia espulsione ne è uno dei risultati.
...............
La posta in gioco è la capacità di produrre evidenze mediche credibili e affidabili di cui la nostra società ha grande bisogno.

Peter C Gøtzsche
Professor, Director, MD, DrMedSci, MSc
Nordic Cochrane Centre
Rigshospitalet, Dept 7811

Fonte:
https://nordic.cochrane.org/sites/nordi ... chrane.pdf
In proposito iL dottor William Osler, considerato il capostipite della medicina scrisse ai suoi tempi:
"Sotto trovi il detto del dottor Wiliam Osler, considerato il capostipite moderno della medicina attuale:
La persona che prende una medicina deve guarire 2 (due) volte:
deve guarire dalla malattia e
deve guarire dalla medicina
William Osler
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ottore.htm
e se vuoi la sua scritta clicca sul link
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ttorea.htm
e ti salverai la vita con L'ACIDO ASCORBICO di cui ti parla Abram Hoffer, Linus Pauling, Irwin Stone e gli altri SCIENZIATI del secolo scorso che trovi su questa pagina:.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... nziati.htm
Ringraziamo il Dott. Messora per l’ottima trasposizione video dell’articolo:
https://youtu.be/JJ-Ol_bY8Xg

Le parti più importanti che cita il video e quindi dell'articolo:
Per la scienza un esperimento deve dare lo stesso risultato anche se condotto da persone diverse in luoghi differenti. Ma cosa succederebbe se di colpo ci rendessimo conto che la maggior parte degli esperimenti su cui ci si basa per sviluppare nuove ricerche e nuovi farmaci non fossero riproducibili?
Non è l’inizio di un libro di fantascienza, questa è la pura realtà. Recentemente Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame avesse fallito i test di riproducibilità1; nonostante ciò sono state pubblicate, diffuse e citate da altri ricercatori come base dei loro stessi esperimenti.
Per escludere ogni tipo di errore nella riproduzione delle condizioni sperimentali, spesso dovuti a problemi di manualità o di utilizzo di specifici reagenti, Bagely ed il suo team le hanno provate tutte a partire dall’incontrare direttamente gli autori degli studi originali, racconta «abbiamo ripercorso i lavori pubblicati linea per linea, figura per figura, abbiamo rifatto gli esperimenti per 50 volte senza riuscire a riprodurre quei risultati. Alla fine l’autore originale ci ha detto che lo aveva ripetuto sei volte ma gli era riuscito una volta sola e poi ha pubblicato nell’articolo scientifico solo i dati relativi a quella volta sola.»
Se un esperimento che riesce solo una volta vi venisse proposto come la base per investire milioni di dollari in ricerca e produrre un nuovo farmaco, voi investireste tutti quei soldi?
«Non vogliamo dire – spiega Freedman – che siano soldi buttati, in qualche modo contribuiscono all’evoluzione della scienza, si può però dire con certezza che dal punto di vista economico il sistema attuale della ricerca scientifica è un sistema estremamente inefficiente» 5.
Non è forse un caso quindi che i primi a far emergere il problema della riproducibilità siano ricercatori che lavorano presso multinazionali, sicuramente più attenti al bilancio e alla resa dell’investimento. Forse è grazie a ciò che la lista degli illustri ricercatori che denunciano questo “corto circuito” è in continua crescita.
Il dott. Khusru Asadullah, alto dirigente della Bayer, ha dichiarato come i ricercatori della multinazionale tedesca non erano riusciti a replicare più del 65% degli esperimenti su cui stavano lavorando per portare avanti nuove ricerche3.
La scienza è in crisi: non lo si vuole ancora ammettere pubblicamente ma è tempo che si inizi a stimolare un dibattito.

Dell'articolo del link sotto, ritengo molto importante sottolineare la parte che recita:
"Un Sistema, quello della ricerca accademica, che sta evidentemente trascinando la Scienza verso una crisi di identità e di credibilità. Nel 2009 il prof. Daniele Fanelli, dell’Università di Edimburgo, ha realizzato e pubblicato uno studio dal titolo emblematico: “Quanti scienziati falsificano i dati e fabbricano ad hoc le ricerche?”(6).
Quasi il 14% degli scienziati intervistati ha affermato di conoscere colleghi che hanno totalmente inventato dei dati, ed il 34% ha affermato di aver appositamente selezionato i dati per far emergere i risultati che gli interessavano.
A giugno 2017 il prof. Jonathan Kimmelmann, direttore del Biomedical Ethics Unit presso la
McGill University di Montreal ha pubblicato un nuovo studio che conferma questa crisi di
riproducibilità e cerca di mettere il luce su alcune delle principali cause quali la variabilità dei
materiali di laboratorio, problemi legati alla complessità delle procedure sperimentali, la
scarsa organizzazione nel team di ricerca, e la poca capacità di analisi critica.(7)"
e ne deduco che sono BELLE PAROLE, ma e se intanto il malato muore, grazie a questi fatti che ora sono diventati incontestabili?
Andiamo in paradiso a dire a quella persona:
"mi dispiace"?
Mi sento molto preso per i fondelli!!!!!!
e voi????? Ma stiamo scherzando sulla pelle altrui?
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... efalse.htm
Cosa sono e a cosa servono la "SCIENZA" e gli "STUDI SCIENTIFICI"?
non si riesce a capire che noi ora stiamo vivendo in attimo che non è neppure un puntino nella notte dei tempi?
Non si riesce a capire che invece il nostro corpo arriva dalla notte dei tempi, anche se rinnovato e rigenerato di generazione in generazione e variato quel tanto necessario dalla EVOLUZIONE?
Non si riesce a capire che invece il cervello è NUOVO ogni volta e continua ad essere pieno di paure e di INUTILI DOMANDE?
Dico INUTILI poichè ogni risposta, anche la più assurda è sempre buona per il cervello purchè ve ne sia una. Quindi non è importante quale sia la risposta, l'importante è averne una che aiuti a vincere la paura. Ma per fortuna non sono queste a cambiare il ciclo del corpo, il quale sà AUTOGURARSI, e gestire ogni evento, poichè se così non fosse ci saremmo estinti da subito, dall'inizio della vita.
Di questo ne abbiamo l'esempio ogni momento intorno a noi, da ogni animale che divide questo attimo insieme a noi.
Questo è importante capire
Ma..........
... ci mettono sia nei CIBI, quindi nel corpo, che negli ambienti in cui viviamo, quindi nell'aria, ed addirittura sulla pelle adducendo che sono utili alla nostra vita, PRODOTTI CHIMICI CANCEROGENI, dichiarando questi prodotti PROGRESSO verso la CIVILTA' e quindi SCOPERTE SCIENTIFICHE.
Prima è da vedere questo video, è CHIARISSIMO.
https://www.youtube.com/watch?v=kq7W3I8aL-c
e da sentire questo
https://www.youtube.com/watch?v=-UBDSGhW0Go
Chiedo scusa, ma approfittando di questi video che confermano il fatto che con COSTANZA e TENACIA, ci hanno messo in CASA e nei CIBI i più disparati VELENI, e da questo vorrei sottoporre un ragionamento molto importante, tanto importante da fare capire cosa può darela SALUTE e cosa la SALUTE può levarla disilludendo le persone dalla fregature delle parole "SCIENZA" e "PROVE SCIENTIFICHE".
Convivendo con questi, come potremmo non esserne contaminati, e dato che sono PRODOTTI CHIMICI CANCEROGENI, come potremmo non ammalarci di questa malattia?
Il video ne elenca alcuni ed alcuni li aggiungo poichè aggiunti agli oggetti o contenitori che ci portiamo a casa convinti di ottenerne SALUTE, ed altri PRODOTTI CHIMICI (VELENO PURO) che sono aggiunti ai CIBI degli scaffali che inoltre NON CONTENGONO alcun sostentamento poichè RAFFINATI, quindi senza alcun sostentamento. Anzi sui prodotti degli scaffali, vengono dichiarate le calorie che apporta il prodotto perchè ca le mettono tutta per apportarne il meno possibile.
Mi chiedo come potranno fare il calcolo delle calorie gli altri esseri viventi.
Prima di tutto però vorrei determinare senza ombra di dubbio cosa vuol dire la parola:
"SCIENZA"
e di conseguenza che scopo hanno le RICERCHE SCIENTIFICHE, ma sopratutto perchè queste RICERCHE
----------------------
La lista non finisce quì, ma personalmente mi fermo, in quanto sono CERTO che hai capito il mio messaggio e saprai comportarti riguardo alla "SCIENZA" ed alla "PROVE SCIENTIFICHE"d'ora in poi, se vuoi la SALUTE tua e di tutta la tua famiglia.
La conclusione mia, ma non sò se è la vostra: PRIMA CI TOLGONO I CIBI NATURALI, ED AL LORO POSTO CI FANNO INGOIARE DEI CIBI INNATURALI "PROVATI SCIENTIFICAMENTE" CHE CI CAUSANO LE MALATTIE, E POI SI APPELLANO ALLA "SCIENZA" DICHIARANDO DI FARE DELLE "RICERCHE SCIENTIFICHE" PER TROVARE LE CURE NECESSARIE PER RIDARCI LA SALUTE ATTRAVERSO LE VARIE ASSOCIAZIONI, dichiarate senza scopo di lucro: l'"AIRC", LA "FABBRICA DEL SORRISO" E CHI PIU' NE HA NE METTA.
Mi sento tanto preso per i fondelli da questo "SISTEMA", e voi?
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... incasa.htm
Ora, a suo tempo e per necessità è stata INVENTATA la parola SCIENTIFICO che intende GARANTIRE alle persone della SERIETA' e la SICUREZZA di quanto proposto sul mercato, di qualsiasi origine siano, con delle dichiarazioni di PROVE SCIENTIFICHE scritte e riportate dagli informatori preposti.
Che queste dichiarazioni siano sempre limpide, ne ho moltissimi dubbi poichè la base di questa invenzione è il
LUCRO.
Chiedo scusa, ma approfittando di questi video che confermano il fatto che con COSTANZA e TENACIA, ci hanno messo in CASA e nei CIBI i più disparati VELENI, e da questo vorrei sottoporre un ragionamento molto importante, tanto importante da fare capire cosa può dare la SALUTE e cosa la SALUTE può levarla disilludendo le persone dalla fregature delle parole "SCIENZA" e "PROVE SCIENTIFICHE".
Convivendo con questi, come potremmo non esserne contaminati, e dato che sono PRODOTTI CHIMICI CANCEROGENI, come potremmo non ammalarci di questa malattia?
Il video ne elenca alcuni ed alcuni li aggiungo poichè aggiunti agli oggetti o contenitori che ci portiamo a casa convinti di ottenerne SALUTE, ed altri PRODOTTI CHIMICI (VELENO PURO) che sono aggiunti ai CIBI degli scaffali che inoltre NON CONTENGONO alcun sostentamento poichè RAFFINATI. Anzi sui prodotti degli scaffali, vengono dichiarate le calorie che apporta il prodotto perchè ce le mettono tutta per apportarne il meno possibile.
Mi chiedo come potranno fare il calcolo delle calorie gli altri esseri viventi.
Prima di tutto però vorrei determinare senza ombra di dubbio cosa vuol dire la parola:
"SCIENZA"
e di conseguenza che scopo hanno le RICERCHE SCIENTIFICHE, ma sopratutto perchè queste RICERCHE
Per poterlo fare però, dobbiamo fissare dei PARAMETRI INCONTESTABILI. che per farlo devo porti delle domande:
Tu ingoi delle MELE?
Si dice che "una mela al giorno leva il medico di torno" vero?
ingoi delle NOCI?
ingoi dei CARCIOFI?
si dice che il CARCIOFO è indicato a risanare il fegato
ingoi della insalata?
ingoi dei fagioli?
ingoi dei piselli?
ingoi dei ceci?
ingoi dei finocchi?
non parlo della carne o delle uova, poichè qualcuno potrebbe contestare per i vari motivi che ormai conosciamo molto bene, ma se chiedo:
ingoi del latte animale o vegetale?
SONO CERTO CHE TUTTI RISPONDONO DI SI'.
Ma perchè si ingoiano questi CIBI NATURALI?
Semplice, perchè il nostro corpo senza questi CIBI NATURALI morirebbe per mancanza di sostentamento.
Bene, chiaro, vero?
Ma sapendo che questi CIBI NATURALI sono stati impostanti NATURALMENTE, avete mai sentito dire che una qualche casa farmaceutica abbia fatto delle ricerche su questi CIBI NATURALI per vedere se alcuni di loro potrebbero causare dei danni all'individuo?
Sul CAFFE' dicono di sì, ma il CAFFE' NON E' UN CIBO NATURALE, ma una DROGA-INSETTICIDA.
Cosa molto diversa dal finocchio o da una mela, vero?
Ma allora a che cosa si dedica la così detta SCIENZA se non si dedica alla ricerca per EVITARE LA CARENZA di questi CIBI NATURALI per dare la giusta informazione alle persone disinformate o per correggere gli eventuali errori delle persone?
Sì perchè noi sappiamo che questi CIBI NATURALI contengono gli "ALIMENTI ESSENZIALI" senza i quali è malattia certa.
Perchè è chiaro che questa CARENZA di questi "ALIMENTI ESSENZIALI" è la prima causa delle malattie.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... piante.htm
Ci è noto che i PRODOTTI CHIMICI messi nei CIBI degli scaffali per i molteplici fini, che ormai conosciamo molto bene, ecco che per rendere CREDIBILE la salubrità di questi, lo fanno garantendo delle PROVE cosi dette SCIENTIFICHE le quali ci dicono di averle fatte con tutti crismi di GARANZIA. Ma ormai sappiamo anche che questi PRODOTTI CHIMI nel nostro sangue NON CI DEVONO STARE, quindi cosa faranno mai nel nostro corpo dato che noi siamo dal 70 al 90 % di acqua quindi di sangue? Tocca a noi capirlo, ed alla faccia delle PROVE SCIENTIFICHE, lasciare sugli scaffali i CIBI contenenti questi prodotti.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... sangue.htm
Questa è la PURA VERITA' un di personaggio in CONFLITTO DI INTERESSI, quindi come potrà mai consigliare qualcuno senza ledere i suoi interessi privati?
Ma poi, perchè avrà mai studiato questo poverino?
Per la solita POSIZIONE NELLA SOCIETA', ed è riuscito a farsela molto bene, perchè perderla?
Alla faccia di chi?
...alla mia? alla tua?
...cosa conta la mia e la tua salute?
...e pensare che è TUTTO in nome della SCIENZA, quella che il Premio Nobel per la medicina 2013: Randy Schekman, descrive sotto.
"...questo il video:
http://www.iene.mediaset.it/puntate/201 ... 8468.shtml
Interessante, veramente interessate ciò che dice il prof. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, spiega come stanno le cose nella sanità.
“Mediamente quello che diamo da mangiare ai nostri malati negli ospedali è il peggio del peggio.
Io ritengo che non gli faccia bene ma sa… io dico sempre che noi vogliamo bene ai nostri malati, vogliamo che tornino da noi…
Mettiamola così: se noi ci ammaliamo aumenta il PIL, c’è crescita, diminuisce lo SPREAD.
La sanità è la più grande industria nazionale ricordava il professor Monti."
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... incero.htm
Dell'articolo del link devo evidenziare questo scritto:
"Come possiamo riporre cieca fiducia in un sistema di valutazione spacciato per “verbo” e invece tale da evidenziare falle di queste proporzioni ?
Da anni si discute dell’ipotesi di rendere obbligatoria la registrazione in anticipo dei protocolli di ricerca, rendendoli controllabili on-line, al fine di non far cadere i ricercatori nella tentazione – molto più diffusa di quanto si pensi – di modificare la struttura dell’esperimento a metà strada per far apparire i risultati più significativi di quanto non siano in realtà. Ma neppure in medicina, dove in molti Stati questa prassi è formalmente obbligatoria, essa è applicata con rigore: prova ne sia che ben 1/3 degli studi finanziati dai National Institute of Health in USA non erano ancora stati pubblicati dopo ben 50 mesi dal loro avvio, e questo è statisticamente ancor più vero per tutte le altre discipline scientifiche."
ed ancora
"Gli ostacoli all’effettiva “ripetizione” degli esperimenti sono poi molteplici:
Da uno studio pubblicato pochi mesi fa su PeerJ emerge ad esempio che più del 50% degli articoli di biomedicina pubblicati su ben 84 riviste scientifiche non riportavano l’indicazione dei reagenti chimici necessari per ripetere l’esperimento e verificarne i risultati (!).
E in ogni caso, gli esperti e soprattutto gli enti finanziatori, ammettono che “la ripetizione di esperimenti già conclusi a scopo di verifica non rientra tra le prirorità”, come conferma Elga Nowotny, Presidente del European Research Council.
Anche le agenzie nazionali di controllo sanitario, percepite da molti come un importante baluardo dell’indipendenza scientifica, sono fonte di preoccupazione. Tralasciando il tema sempre attuale – e assai dibattuto – dei conflitti di interessi, limitiamoci ad esaminare quanto è accaduto circa il glifosfato, l’erbicida in assoluto più usato al mondo, sospettato di essere cancerogeno. La IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha recentemente conferrmato questi dubbi, in esito a un’analisi della letteratura scientifica durata un’anno, dalla quale sono emerse “prove convincenti” che il glifosfato causasse cancro alle cavie da laboratorio e“prove significative” che esso possa danneggiare il DNA e i cromosomi delle cellule umane.
La IARC – che ha tra i suoi compiti quello di fornire all’Organizzazione Mondiale della Sanità elementi solidi per formulare i propri pareri – è nota per il suo altissimo rigore scientifico e per la sua indipendenza, lavora con i migliori scienziati ed esperti di regolamentazione del mondo, e ha una politica sul conflitto di interessi severissima:
Il suo parere sta facendo molto discutere, soprattutto perché – sullo stesso tema – le più importanti agenzie di controllo sanitario del mondo – quella tedesca, anch’essa serissima, non più tardi di pochi mesi fa – avevano evidenziato risultati esattamente opposti, ovvero contrari a ogni ipotesi di pericolosità e mutagenicità della sostanza.
Il punto è che la maggior parte degli enti di regolamentazione è restia ad ammettere che le valutazioni scientifiche implichino comunque delle “scelte” – con riguardo ad esempio alla valutazione di prove contradditorie, o al grado di obiettiva affidabilità riconosciuto a uno studio, e questo per vari motivi:
Perché la scienza è un autorevole fonte di auto-legittimazione;
Perché il desiderio implicito della scienza stessa è che ogni valutazione basata su evidenze appaia sempre obiettiva, affidabile e consensuale;
Perché – infine – riconoscere questi bias equivarebbe a stendere un allarmante velo di dubbio su centinaia di migliaia di precedenti pareri, scenario rischiosissimo anche in termini di potenziale impatto sulla pubblica opinione.
Il dibattito sui “correttivi” da apportare al sistema è acceso, e i suggerimenti si sprecano:
Dalla pubblicazione obbligatoria dei risultati negativi, a linee di finanziamento finalizzate appositamente alla verifica dei risultati di precedenti studi
              A codici etici impegnativi per i ricercatori, a criteri più rigidi per le riviste scientifiche. Ma l’orizzonte di una scienza sempre davvero “credibile” pare ancora lontano."
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... afalsa.htm
Prima di tutto, per capire il SENSO VERO dell'articolo, dobbiamo stabilire cosa sono e quali sono gli "integratori" cui si riferisce l'articolo.
Per fare questo è necessario chiarire un concetto che definisca bene il significato di questa parola "integratori".
Noi sappiamo che se un giovane vuole farsi dei vistosi muscoli deve andare in palestra, e poi al gestore richiede quegli "integratori" che questo gestore gli fornisce sottobanco.
Ma anche un ciclista che vuole vincere una tappa, volendo vincerla prende questi "integratori".
Però l'organizzatore della gara, sospettando questo comportamento, fà fare il controllo antidoping con l'esame del sangue.
Se il ciclista risulta positivo, questo ciclista viene sicuramente castigato.
Ma perchè l'organizzatore della gara fà fare questo esame?
Non sicuramente perchè questo ciclista ha vinto fregando gli amici, poichè questo è per loro irrilevante, mentre lo fà perchè non vuole responsabilità degli eventuali danni che possono causare al ciclista questi "integratori".
Certo, perchè questi PRODOTTI CHIMICI VELENOSI possono uccidere, sia il palestrato che il ciclista, ed è per questo che il gestore della palestra li fornisce sotto banco.
Sappiamo anche che se il ciclista risulta positivo, oltre che essere castigano, viene citato con tutti i mezzi di informazione ed additato come un personaggio che HA RISCHIATO LA VITA.
Ed è questo il perchè su questi "integratori" PRODOTTI CHIMICI VELENOSI, che si fanno i controlli antidopoping.
Quindi questa informazione DEVE raggiungere il maggior numero di persone possibile, che con gli anni ormai tutte le persone del mondo civile ne sono informate.
Così abbiamo definito con chiarezza quelli sono i VERI "integratori".
Ora invece stabiliamo vene cosa sono e come devono essere denominati quelli cui l'articolo si riferisce.
Bene, sono certo che molte poche persone, se non addirittura nessuno di voi sà che quegli denominati "integratori" cui si riferiscono questi STUDI CLINICI e che sono:
vitamina D, calcio, vitamina C (ACIDO ASCORBICO, vitamina A, B, E, beta carotene, calcio, ferro, zinco, magnesio e selenio, stanno nel liquido seminale maschile di TUTTI i maschi animali al mondo nel quale il corpo dell'individuo GENERA quello spermatozoo indispensabile per la continuazione della sua specie, poichè è questo il VERO MOTIVO della sua venuta al mondo.
Ma sicuramente le parole calcio, ferro, zinco, magnesio e potassio, TUTTI ma proprio TUTTI le hanno già sentite dire, ma sicuramente non alla TV, sui giornali, dagli amici ecc. ma dal suo medico quando ha detto a questo medico che di forte mal di pancia o altro sintomo di malattia, quindi lui ha deciso che era necessario fare l'esame del sangue per averne poi dal laboratorio analisi quei valori da lui ritenuti indispensabile avere.
Oh ma allora questi sopra nominati sono nel MIO SANGUE, oltre che nel MIO liquido seminale maschile.
Non solo, ma quanto appena detto lo conferma senza ombra di dubbio il Ministero della Salute con un file pdf accessibile a tutti, fissando un massimo di assunzione, che allo scopo li elenca uno ad uno:
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A contraddire questi CIARLATANI ed a confermare la indispensabilità di questi "ALIMENTI ESSENZIALI" vi sono ben 3 (tre) motivi moltissimo chiari:
1) prima di tutto la ricerca che ne fà il medico in caso di una mia malattia, quindi l'operato di un loro membro che dimostra che questi "ALIMENTI ESENZIALI" sono nel mio sangue.
2) sappiamo TUTTI che la medicina dichiara:
"Se vuoi aumentare le difese immunitarie, ingoia più vitamina C (ACIDO ASCORBICO)", quindi egli come "ALIMENTO ESSENZIALE" è indispensabile allo scopo, poichè, noi lo sappiamo, che sono le DIFESE IMMUNITARIE che coniugano la parola AUTOGUARIGIONE, cui la classe medica sfrutta senza nominarla MAI.
3) e certamente non ultimo, il fatto che questi sono scritto nella R.G.R. Razione Giornaliera Raccomandata, tabella che dimostra la loro essenzialità per ogni essere animale.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... dicina.htm

Non voglio esporre quì il MIO PERSONALE pensiero sulla parola SCIENTIFICO poichè temo che facendolo urterei la sensibilità di molte persone FIDUCIOSE su questa parola e questo sarebbe per me controproducente e deleterio poichè invece di informazione farei discussione. Anche perchè questa NON può essere la sede di una discussione così complessa ma che potrebbe essere comprensibile a tutti se bene illustrata. Se volete sapere il VERO significato di questa parola, come illustrato da WIKIPEDIA (e ve lo consiglio per vederci più chiaro) vi consiglierei di cliccare http://acidoascorbico.altervista.org/Im ... tifico.htm
e poi di leggere anche fra le righe. Dove troverete inoltre anche queste espressioni:
dell'approccio al metodo scientifico
In biologia e medicina molte leggi sono di tipo probabilistico e non  possono essere espresse con una formula matematica. Quindi, per riconoscere la scientificità di un discorso medico, si ricorre ad un controllo empirico basato sulla ripetibilità, statisticamente significativa, delle osservazioni da parte di altri ricercatori.
Il dibattito
Queste ed altre sfumature di significato legate al concetto di metodo scientifico sono il motivo per cui, o l'espressione del fatto che, su tale concetto si è discusso molto e non esiste (ancora) un accordo generalmente condiviso su una possibile definizione del metodo. Il dibattito è estremamente complesso e coinvolge non solo la pratica scientifica ma anche, o forse soprattutto, la speculazione filosofica.
Non voglio specificarvi il significato della parola SPECULAZIONE. Questo dovete capirlo da soli.
Poi ancora:
"Andrebbe sempre ricordato che dietro la parola scienza, un pò teorica e distante, si celano le attività, le vite, le emozioni e le inclinazioni più o meno etiche delle persone che chiamiamo scienziati. Come scrisse anni fa l’antropologo francesce Bruno Latour, per capire il vero valore della scienza bisognerebbe studiarla “in azione” e non solo nei suoi ordinati e puliti risultati finali. Primum non nocere, ci insegna Ippocrate."
http://acidoascorbico.altervista.org/Im ... icerca.htm
La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al Guardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel e quindi non solo nel momento più importante per la carriera di un ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità. Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al Gurdian aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.
Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalle testate che si occupano di divulgazione scientifica, alcuni quotidiani le hanno almeno dedicato il “minimo sindacale” come Il Corriere della Sera “Schekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza»” (poco più che un trafiletto) e l’Unità “Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature”“, altri hanno però vistosamente dimenticato di pubblicarla. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale, non una parola sull’autorevole denuncia da parte delle solite testate come Le Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focus e Ocasapiens, in genere così attente a difendere la buona scienza scegliendosi però bersagli comodi e banali come i creazionisti della Terra giovane o qualche stravagante di turno.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... marcia.htm
Uno studio scientifico rivela che la scienza della nutrizione ufficiale si è fondata su una raccolta di dati falsata da metodi scorretti.
L'articolo che ha revisonato 39 anni di studi della scienza nutrizionista degli Stati Uniti, si intitola "Validity of U.S. Nutritional Surveillance: National Health and Nutrition Examination Survey Caloric Energy Intake Data, 1971–2010" ed è visionabile online al seguente link
http://www.plosone.org/article/info%3Ad ... ne.0076632 
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... afalsa.htm
A conferma ecco ciò che riporta:
UNA REGOLA AUREA
"Il Dr. Blair postula che un alto consumo di vitamina C (un complemento molto benefico nei trattamenti non tossici per il recupero dal cancro) possa in realtà causare una degenerazione del tessuto umano, che a sua volta può portare ad un maggior rischio di contrarre il cancro. Ed è qui che si arriva aduna prima regola aurea: quando si vuole accertare la veridicità di qualsiasi asserzione scientifica, si deve sempre leggere tra le righe, si deve cercare ciò che il rapporto non dice. Si deve specialmente stare all’erta per quel vecchio e risaputo ritornello altrimenti noto come"quali sono gli interessi in gioco"? Un manuale dell’Università di Manchester sulla metodologia della ricerca contiene questo valido consiglio: La scienza e la ricerca devono essere studiate nel contesto di tutte le parti interessate che vi sono coinvolte. Bisogna porsi domande che mirino a determinare il peso relativo dei vari alleati nel processo di creazione dei fatti, quali i finanziatori, le aziende, il Ministero dell’Interno, le professioni e gli altri scienziati. Nell’analisi dei dibattiti scientifici,ci si dovrebbe sempre chiedere quali interessi sociali, istituzionali,politici e filosofici si trovano dietro ad asserzioni che spesso appaiono neutre e tecniche. (Manuale di metodologia della ricerca, Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Università di Manchester) (le sottolineature sono mie)."
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... cerche.htm
Quindi questo MANUALE è stato stilato per dare una GARANZIA al consumatore, senza tenere conto che NESSUN PRODOTTO CHIMICO DEVE ESSERE AGGIUNTO AI CIBI NATURALI di cui già >Madre >Natura nel tempo, ha fatto le SUE PROVE SCIENTIFICHE onde non causare danni agli esseri viventi.
Invece per permettere alle industrie, sia alimentari che farmaceutiche di spadroneggiare nel mondo, ad ancora di più con la globalizazzione, il loro commercio indiscriminato pur causando MALATTIE E SOFFERENZA che mai come ora abbiamo sotto gli occhi.
MA CI SARANNO SEMPRE DI PIU' MALATI, OGNI GIORNO DI PIU' SE NESSUNO LI FERMA.
Noi abbiamo una bella carta in mano però, LA NOSTRA SALUTE, evitando come la peste questi CIBI e lasciandoli sugli scaffali.
Ora dello scritto del MANUALE, mi permetto di sottolineare la parte che ritengo più importante ed INDICATIVA in merito alla NOSTRA SALUTE:
"La varietà dei prodotti e la complessità dei metodi impiegati per produrli impone l’uso di metodologie aggiornate, rigorose e soprattutto improntate a una totale trasparenza, onde permettere agli utenti interessati di ripercorrere il cammino metodologico che ha condotto alla stesura dei documenti.
E’ in questa ottica che l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia per i servizi sanitari regionali propongono questo manuale metodologico, guida sintetica ai metodi usati da prestigiose agenzie internazionali ed esplicitazione di quelli usati dal nostro Programma, frutto di un approccio collaborativo e interdisciplinare. "
che mi pare la dica LUNGA a cosa si riferisce, vero?
Non mi risulta che per ingoiare una CILIEGIA ci vogliano prima delle PROVE SCIENTIFICHE, poichè sono CERTO che >Madre >Natura queste prove le ha fatte dall'inizio del mondo, oppure per farti ingoiare una FRAGOLA MONTANA o il LATTE, ma sono fatte, GUARDACASO, per farti ingoiare dei CIBI trattati con PRODOTTI CHIMICI o con l'aggiunta di questi. Oppure per farti ingoiare DROGHE come il CAFFE' o il TE' in primis, ma seguiti da transene, valium ecc. e le altre DROGHE che consigliano gli psicologi, come è stato per me per 13 anni, ed altri che hanno messo nei MEDICINALI spacciandoli per PRODOTTI CURATIVI chiamandoli "PRINCIPI ATTIVI "che sono CERTO nessun altro animale LIBERO ingoia, MAI ED IN NESSUNA OCCASIONE.
Oppure per farti ingoiare PRODOTTI CHIMICI come l'ASPARTAME il DIETOR ecc. dichiarati DIETETICI, i CONSERVANTI, i COLORANTI, i DISERBANTI, i FARMACI ecc. TUTTI PRODOTTI CHIMICAMENTE, quindi come tali ben lontani dalla costituzione ANIMALE, che nell'esame del sangue NON CI DEVONO STARE, ma di cui con queste PROVE SCIENTIFICHE garantiscono che NON CAUSANO DANNI, dei quali però per i FARMACI aggiungono un FOGLIO ILLUSTRATIVO (BUGIARDINO).
Vorrei vedere se alle CILIEGIE o alle FRAGOLE e LATTE aggiungono questo FOGLIO ILLUSTRATIVO (BUGIARDINO, di cui la parola dice TUTTO).
Quindi posso dedurre senza ombra di dubbio che queste PROVE SCIENTIFICHE e chi di queste ne usufruisce, sono fatte ESCLUSIVAMENTE per l'interesse di qualcuno ma a DISCAPITO DELLA SALUTE DI TUTTI gli altri."
Ed ancora:
"Il MANUALE METODOLOGICO

PNLG – Manuale metodologico
Presentazione
Nell’ultimo decennio le linee guida, intese come strumento di razionalizzazione del comportamento clinico-organizzativo, sono balzate prepotentemente alla ribalta sullo sfondo della notevole variabilità di erogazione di prestazioni sanitarie e dell’avvento della medicina basata sulle prove.
Una forte necessità di cambiamento è stata percepita anche nel nostro paese, specialmente nelle aree in cui permangono diseguaglianze e inefficienze del Servizio sanitario.
Per dare una risposta a questa esigenza di rinnovamento è stato avviato il Programma nazionale per le linee guida (PNLG) che ha come scopo la preparazione, la divulgazione, l’aggiornamento e l’implementazione delle linee guida intese come ausili razionali, etici ed efficienti, rivolti a decisori e utenti, per l’erogazione dei servizi sanitari.
I molteplici prodotti del PNLG comprendono linee guida vere e proprie, documenti di indirizzo, rapporti di technology assessment e revisioni sistematiche su argomenti specifici, che vanno dagli interventi preventivi o terapeutici a quelli di diagnosi e riabilitazione.
La varietà dei prodotti e la complessità dei metodi impiegati per produrli impone l’uso di metodologie aggiornate, rigorose e soprattutto improntate a una totale trasparenza, onde permettere agli utenti interessati di ripercorrere il cammino metodologico che ha condotto alla stesura dei documenti.
E’ in questa ottica che l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia per i servizi sanitari regionali propongono questo manuale metodologico, guida sintetica ai metodi usati da prestigiose agenzie internazionali ed esplicitazione di quelli usati dal nostro Programma, frutto di un approccio collaborativo e interdisciplinare.
Il Presidente dell’Istituto superiore di sanità
Enrico Garaci
Il Direttore dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali
Laura Pellegrini
Questa sopra è solo una parte......
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ranzia.pdf
dalla pagina:
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ranzia.htm
Uno straordinario articolo sul settimanale inglese “The Economist ” ha garbatamente spogliato, fino a renderlo quasi del tutto nudo, il paradigma della “scienza basata sulle prove di efficacia”, per difendere il quale non pochi ricercatori sarebbero probabilmente pronti a gettarsi nel fuoco.
E – sorpresa – l’ha fatto con metodo scientifico.
Negli ultimi secoli, la scienza ha prodotto innumerevoli scoperte che hanno di gran lunga migliorato la qualità della vita dell’uomo, ma ha anche generato un certo autocompiacimento tra gli addetti ai lavori.
Quante volte abbiamo letto in appassionati – a volte rabbiosi – thread di commento a qualche articolo sul web “…la scienza dice che”, o “ è ridicolo, non è provato scientificamente”, o ancora “se è scritto su PubMed è così ! ” …?
Sacrosanto. Se fosse tutto vero, e se il sistema fosse perfetto.
Ecco allora alcune riflessioni alla ricerca di nuove verità: nulla in realtà è veramente come sembra, in scienza.
Pillola blu: La tua vita resta tranquilla, le tue certezze incrollabili, la tua fiducia nella scienza assoluta, e ti assicuriamo anche l’immunità totale da ogni tipo di preoccupazione.
Pillola rossa: La tua vita cambia, non sai se in meglio o in peggio, ma ti diamo l’opportunità di metterti in gioco, abbandonando molte certezze e riacquistando la capacità di porti domande…
Iniziamo dal ricordare – come chiunque investa in biotecnologie sa bene – che almeno il 50% degli studi pubblicati in quel settore non è ripetibile, e questa potrebbe essere una stima ottimistica. Gli esempi non mancano: ad esempio, nel 2012 – ricorda un articolo di “Nature” – i ricercatori dell’azienda biotecnologica “Amgen” hanno scoperto non senza sorpresa che erano in grado di replicare solo 6 dei loro 53 studi oncologici definiti “ fondamentali ”.
Ma neppure nella medicina il paradigma della “ripetibilità” degli studi gode di buona salute:
L’inquietante dato è stato confermato dalla multinazionale farmaceutica Bayer, che – sulla base delle risultanze di una verifica pubblicata su “Nature Reviews Drugs Discovery” – è riuscita a ripetere solo il 25% di 67 esperimenti altrettanto importanti, sui quali aveva in parte basato le richieste di approvazione alla messa in commercio di una serie di farmaci.
Un’ulteriore ricerca ha dimostrato che – nel decennio 2000/2010 – circa 80.000 pazienti hanno partecipato a test clinici basati su studi che poi sono stati “ritrattati” a causa di errori o procedure inappropriate.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... afalsa.htm

“Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una tirannia che va spezzata”. Questo è il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013: Randy Schekman.
Randy Schekman biologoRandy Schekman, è il biologo americano che ha vinto il premio Nobel per aver scoperto il meccanismo che regola il trasporto delle molecole nelle cellule, ed è anche la nuova icona anti-casta che lancia accuse violente, su un problema di cui in realtà si discute da tempo. “La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente”. La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al “Guardian”, il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel, e quindi non solo nel momento più importante per la sua carriera di ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità per lui. Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni, da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al “Guardian” aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.
Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalla stampa. Alcuni quotidiani italiani le hanno almeno dedicato il minimo sindacale, come Il Corriere della Sera, che titola “Schekman: Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza” (poco più che un trafiletto) e l’Unità, “Il Nobel Schekman: Boicottiamo Science e Nature”, mentre altri hanno invece vistosamente dimenticato di parlarne. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale. Non una parola è stata spesa infatti, da parte di testate come Le Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focuse Ocasapiens, generalmente attente a difendere la cosiddetta buona scienza (quella sciorinata dal CICAP!) dalle idee magari un po’ stravaganti di qualche personaggio poco noto.
Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate da Schekman a tiranni: “Pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione”.
“La tentazione di vedere i propri lavori pubblicati su quelle riviste spinge i ricercatori ad aggiustare i risultati, per renderli più accattivanti e “alla moda. Tutto questo ovviamente a discapito di scoperte magari meno trendy ma più importanti e determinanti per il progresso“. Non pago, Schekman attacca anche gli editori, che preferiscono pensare allo scoop piuttosto che al valore intrinseco di un lavoro. Come dire, prima i soldi poi la scienza.
Una tale accusa lanciata da un neo premio Nobel dovrebbe meritare la massima attenzione, ma la tecnica è sempre la stessa: ignorare per non dare visibilità a certe idee, considerate scomode. Ma Schekman aggiunge dell’altro: “Queste riviste, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni. Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza”.
“La scienza con le sue dichiarazioni è un’autorità in grado di influenzare le scelte di governi e istituzioni, e se è manipolabile da parte di chi detiene il comando delle principali testate scientifiche, è automaticamente vero che le affermazioni su temi sensibili possono essere orientate in base alle convenienze dei governi stessi o delle istituzioni”. Le dichiarazioni di Schekman supportano dunque indirettamente che su temi come il Global warming, la pandemia H1N1, l’eugenetica e tutte le implicazioni della visione malthusiana dell’evoluzione, la possibilità di orientare gli studi in un senso “conveniente” è reale.
L’episodio della dichiarazione di Schekman mostra che nemmeno per un Nobel è facile denunciare i problemi della scienza, figurarsi per soggetti enormemente meno visibili. La denuncia di Schekman rappresenta tuttavia un incentivo ad andare avanti per tutti coloro che ritengono la scienza una realtà preziosa, che deve essere difesa dalle strumentalizzazioni e da qualsiasi tentativo di piegarne i risultati a vantaggio di interessi particolari.
Rivisto da Fisicaquantistica.it
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... onobel.htm
“Non prendiamo neppure sul serio le nostre proprie osservazioni, né le accettiamo come osservazioni scientifiche, finché non le abbiamo ripetute e controllate”. Karl Popper
Per la scienza un esperimento deve dare lo stesso risultato anche se condotto da persone diverse in luoghi differenti. Ma cosa succederebbe se di colpo ci rendessimo conto che la maggior parte degli esperimenti su cui ci si basa per sviluppare nuove ricerche e nuovi farmaci non fossero riproducibili?
Non è l’inizio di un libro di fantascienza, questa è la pura realtà. Recentemente Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame avesse fallito i test di riproducibilità1; nonostante ciò sono state pubblicate, diffuse e citate da altri ricercatori come base dei loro stessi esperimenti.
Prima di giudicare però bisognerebbe considerare che «con l’evoluzione della scienza diventa sempre più difficile replicare un esperimento perché le tecniche e i reagenti sono sempre più sofisticati, dispendiosi in tempo per la loro preparazione e difficili da insegnare»2 , spiega Mina Bissel, una delle ricercatrici americane più premiate per le sue innovative ricerche in oncologia. La cosa migliore, continua la Bissel, «sarebbe quella di contattare direttamente il collega, se necessario incontrarsi e cercare assieme di capire come mai non si riesca a riprodurre l’esperimento. Risolvere quindi il problema amichevolmente».
Anche l’industria farmaceutica si ferma di fronte alla non riproducibilità degli esperimenti
Nel 2011 Glenn Begley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia medica della Amgen, una delle più grosse multinazionali di biotecnologie, aveva deciso prima di procedere con nuovi e costosi esperimenti, di replicare i 53 lavori scientifici considerati come fondamentali su cui si sarebbero basate le future ricerche della Amgen in oncologia. Risultato? Non fu in grado di replicare 47 dei 53 lavori scientifici, ossia l’89%3.
Se vogliamo scriverlo in altro modo possiamo dire che solo l’11% degli esperimenti scientifici considerati come pietre miliari in quel settore di ricerca, erano riproducibili.
«Rimasi scioccato – racconta Begley – si trattava di studi su cui si affidano tutte le industrie farmaceutiche per identificare nuovi target nello sviluppo di farmaci innovativi. Ma se tu stai per investire 1 milione, 2 milioni o 5 milioni scommettendo su un’osservazione hai bisogno di essere sicuro. Così abbiamo provato a riprodurre questi lavori pubblicati e ci siamo convinti che non puoi prendere più nulla per quello che sembra»4
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... efalse.htm

Oggi 5LB Magazine e tutto il mondo scientifico perdono un faro di riferimento.

Parliamo della Cochrane Collaboration, organizzazione di ricercatori che i nostri lettori conoscono perchè molto citata da 5LB Magazine, tanto da essere un pilastro delle nostre revisioni (e della Evidence Based Medicine tutta!) grazie alla sua grande affidabilità.
Almeno fino ad oggi.

È di questi giorni infatti la notizia che Peter Gøtzsche, direttore del centro Cochrane nordico nonché co-fondatore nel 1993, è stato espulso dall'organizzazione perchè ne metterebbe in cattiva luce la reputazione.

Gøtzsche (si pronuncia Gocce) è un nome ricorrente nell'ambiente della Evidence Based Medicine, perchè ha sollevato numerose polemiche intorno a questioni scottanti.

Fra le più note, la lunga diatriba tra il Nordic Cochrane da lui diretto e la EMA, agenzia del farmaco europea, accusata di cattiva gestione dei dati sugli eventi avversi per il vaccino HPV (papilloma virus).
Fonte: Nordic Cochrane.
Sia noto che ho provveduto personalmente a salvare i documenti della diatriba su Archive.org, prima che per qualsiasi motivo vadano pubblicamente persi.

Il suo centro ha mosso parecchio le acque del papilloma virus, eseguendo diverse revisioni sistematiche (una molto vasta in corso) e, più recentemente, lanciando dalle pagine del BMJ una durissima critica proprio ad una revisione Cochrane, estremamente citata e diffusa dagli organi di informazione mondiali perchè affermava con "grande certezza" efficacia e sicurezza per i vaccini contro l' HPV.
Gøtzsche e colleghi hanno lamentato conflitti di interesse ed errori nello studio:

Parte del motto della Cochrane Collaboration è "Trusted evidence".
Non riteniamo che la revisione del vaccino contro l'HPV di Cochrane sia una "prova attendibile", poiché è stata influenzata da pregiudizi (bias) nel reporting e da una progettazione dello studio tendenziosa.
Riteniamo che la revisione non soddisfi gli standard per le revisioni Cochrane, le esigenze dei cittadini o dei fornitori di servizi sanitari che consultano le revisioni Cochrane per prendere "decisioni informate", anch'esse parte del motto di Cochrane.
Raccomandiamo agli autori di revisioni Cochrane di fare ogni sforzo per identificare tutti gli studi disponibili, i loro limiti e produrre revisioni di conseguenza.
Fonte: BMJ
Qui la risposta di chi ha svolto lo studio: Cochrane.

Queste revisioni sui vaccini Peter Gøtzsche le ha condotte spesso con Tom Jefferson, altro noto ricercatore responsabile del gruppo vaccini in Cochrane, che anni fa avevamo citato per avere scoperchiato la ulteriormente nota truffa del Tamiflu (farmaco anti-influenzale), perpetrata da parte della azienda Roche ai danni di numerosi governi nazionali.

Un'altra famosa revisione di Gøtzsche fu quella sul rapporto rischi/benefici della mammografia.
Il Nordic Cochrane Center produsse un volantino molto chiaro per il pubblico, che fornisce informazioni sui motivi per cui i rischi degli screening mammografici sorpasserebbero i benefici.
Ne abbiamo parlato ampiamente qui:
Screening mammografico, pro e contro: perchè oggi è ragionevole non farlo

Recentemente avevamo parlato di Gøtzsche per la sua collaborazione e partecipazione al Simposio Too Much Medicine, un congresso medico dedicato alla sovra-diagnosi.
Simposio Too Much Medicine: 3 messaggi per proteggersi dagli eccessi della medicina

Insomma, il centro Nordic Cochrane diretto da Peter Gøtzsche si può dire una vera spina nel fianco, che una comunità scientifica onesta che avanza con dubbio metodico dovrebbe proteggere e sostenere piuttosto che emarginare.

Traduciamo nella sua completezza la lettera che Peter Gøtzsche ha scritto lo scorso 14 settembre, subito dopo la sua estromissione dall'organizzazione di ricercatori.

Una crisi etica: la crescente mancanza di collaborazione democratica e di pluralismo scientifico in Cochrane.

Mi dispiace informarvi che sono stato espulso dalla Cochrane Collaboration, con il voto favorevole di 6 dei 13 membri del consiglio di amministrazione.
Nessuna giustificazione motivata è stata data per la mia espulsione oltre ad accusarmi di causare "discredito" per l'organizzazione.
Questa è la prima volta in 25 anni che un membro è stato escluso dall'affiliazione a Cochrane.
Questa azione senza precedenti, presa da una minoranza del consiglio di amministrazione, è sproporzionata e dannosa per Cochrane, nonché per gli interessi della sanità pubblica.

Come risultato di questa decisione e di una serie di questioni più ampie riguardanti l'inadeguata gestione di Cochrane in conformità con i suoi principi e obiettivi, quattro altri membri del Consiglio hanno rassegnato le dimissioni.
Di conseguenza, la Cochrane Collaboration è entrata in un inesplorato territorio di crisi e di mancanza di direzione strategica.
Una ripresa da questa situazione disastrosa richiederebbe lo scioglimento del consiglio di amministrazione, nuove elezioni e un ampio dibattito partecipativo sulla futura strategia dell'organizzazione.
In sole 24 ore il consiglio di amministrazione di Cochrane ha perso cinque dei suoi tredici membri, quattro dei quali sono direttori di centri e membri chiave dell'organizzazione in diversi paesi.

Recentemente, il gruppo dirigente centrale di Cochrane non ha attivato adeguate salvaguardie, non solo tecniche (solitamente molto buone), per assicurare una buona politica nei campi dell'epistemologia, dell'etica e della moralità.
Trasparenza, dibattito aperto, critica e partecipazione allargata sono strumenti che garantiscono la riduzione di incertezza nelle revisioni [sistematiche NDT] e migliorano la percezione pubblica del processo scientifico e democratico.
Queste sono condizioni e strumenti che non possono essere eliminati, così come è accaduto di recente, senza mettere seriamente in dubbio il rigoroso impegno scientifico di Cochrane e senza erodere la fiducia del pubblico nel lavoro di Cochrane.
La mia espulsione dovrebbe essere vista in questo contesto.

C'è stato anche un grave deficit democratico.
Il ruolo del consiglio di amministrazione è stato radicalmente ridotto sotto la guida intensa dell'attuale gruppo dirigente centrale, e il consiglio di amministrazione è diventato sempre più un organo che elabora proposte altamente finalizzate senza praticamente alcuno scambio di opinioni per formulare nuove politiche.
Su dozzine di questioni il Consiglio può votare solo sì o no con pochissime opportunità di modificare le proposte del gruppo dirigente.

Questa crescente cultura autoritaria che controlla dall'alto e il modello commerciale che si sono manifestati all'interno della dirigenza Cochrane negli ultimi anni, minacciano gli obiettivi scientifici, morali e sociali dell'organizzazione.
Molti centri Cochrane hanno sostenuto gravi pressioni e una mancanza di dialogo produttivo con l'amministratore delegato dell'ufficio centrale.
Da quando ha allertato i dirigenti Cochrane di queste preoccupanti tendenze che influenzano negativamente l'operabilità e la percezione sociale del nostro lavoro scientifico, il Nordic Cochrane Center ha ricevuto una serie di minacce per la sua esistenza e i suoi finanziamenti.
Molti dei direttori e altro personale chiave dei più vecchi e originari centri Cochrane nel mondo hanno espresso la loro insoddisfazione per le interferenze dello staff centrale.
Mentre gli obiettivi dichiarati di interazione con l'ufficio centrale sono di migliorare la qualità del nostro lavoro, l'approccio oppressivo di alcuni membri dello staff centrale ha talvolta creato un ambiente ostile a nuove iniziative scientifiche, alla collaborazione e alla libertà accademica.
Ci sono state anche critiche all'interno di Cochrane per l'eccessiva promozione di revisioni favorevoli [a particolari interventi sanitari NDT], per conflitti di interesse e per la natura parziale dei commenti di qualche esperto usati dal dipartimento che traduce al pubblico le conoscenze di Cochrane.

Allo stesso tempo, Cochrane ha dato sempre meno importanza al suo impegno civile e politico per promuovere l'accesso libero ai dati e la trasparenza scientifica, per evitare i conflitti di interesse e, in generale, ha smesso di promuovere un modello di innovazione per l'interesse pubblico.
Ritengo che questi problemi siano strettamente correlati a fornire "evidenze migliori", come afferma il motto di Cochrane.
Recentemente la dirigenza esecutiva di Cochrane si è persino rifiutata di commentare pubblicamente le nuove politiche in materia di tecnologie sanitarie, di accesso libero ai dati scientifici e di altre opportunità chiave per i propri propositi, nonostante il fatto che un controllo sull'adempimento degli obiettivi di Cochrane abbia mostrato un totale fallimento.
C'è una resistenza sempre più forte a dire tutto ciò che potrebbe infastidire gli interessi dell'industria farmaceutica.
La scusa sulla mancanza di tempo e di personale (circa 50) non è credibile.

C'è stata anche una grande resistenza e stallo da parte del gruppo dirigente centrale per migliorare la politica Cochrane riguardo i conflitti di interesse.
Un anno fa, ho proposto che in Cochrane non ci dovrebbero essere autori con conflitti di interesse finanziari con società collegate ai prodotti coinvolti nelle revisioni [sistematiche].
Questa proposta è stata sostenuta da altri membri del Consiglio, ma non ha avuto alcun seguito.

La dirigenza esecutiva di Cochrane utilizza quasi sempre i termini commerciali di "marchio", "prodotti" e "affari", ma quasi mai descrive ciò che è realmente una rete collaborativa con valori quali condivisione, indipendenza e apertura.
Con dispiacere di molti alti dirigenti di Cochrane, la parola "Collaboration", che fa parte del nostro nome di ente registrato di volontariato, è stata cancellata dalle comunicazioni.
Tuttavia, è proprio la "collaborazione" la chiave di ciò che distingue Cochrane da altre organizzazioni scientifiche in cui la concorrenza è in prima linea.
L'aspetto collaborativo, l'impegno sociale, la nostra indipendenza dagli interessi commerciali e la nostra reciproca generosità sono ciò che le persone hanno sempre apprezzato di più in Cochrane e sono stati il ??nostro più prezioso valore aggiunto.

Spesso si dimentica che siamo un'organizzazione scientifica di base la cui sopravvivenza dipende interamente dai liberi contributi di decine di migliaia di volontari e da un consistente sostegno governativo in tutto il mondo.
Noi diamo un contributo sostanziale alla comprensione e all'interpretazione delle prove scientifiche da parte delle persone, sui benefici e sui danni degli interventi medici, dei dispositivi e delle procedure che hanno un impatto sulla popolazione.

Il nostro lavoro informa i processi di legislazione dei governi a livello globale, influenza le linee guida internazionali e le agenzie di approvazione dei farmaci.
Pertanto, l'integrità della Cochrane Collaboration è fondamentale.
Siamo orgogliosi di essere fornitori globali di "prove attendibili" sulla base di valori come apertura, trasparenza e collaborazione.

Tuttavia, negli ultimi anni Cochrane si è significativamente spostata sugli affari e verso un approccio orientato al profitto.
Anche se si tratta di un'organizzazione benefica senza scopo di lucro, le nostre strategie di "marca" e "prodotto" stanno prendendo la priorità sulla produzione di risultati scientifici indipendenti, etici e socialmente responsabili.
Nonostante le nostre chiare politiche siano all'opposto, il mio e altri centri hanno dovuto affrontare tentativi di censura scientifica, invece di occuparsi di promuovere un dibattito scientifico pluralistico e aperto sulle revisioni Cochrane che trattano di benefici e danni degli interventi sanitari.

A causa di questa crisi etica della Cochrane Collaboration, avevo deciso di candidarmi al Consiglio di amministrazione e così sono stato eletto all'inizio del 2017, con la maggioranza dei voti di tutti gli altri 11 candidati.
Questo era considerato un risultato, soprattutto perché ero l'unico a mettere in discussione certi aspetti della nostra condotta.
Purtroppo oggi sono stato espulso a causa del mio "comportamento", mentre i motivi nascosti della mia espulsione sono la chiara strategia di una Cochrane che si allontana sempre di più dai suoi obiettivi e principi originari.
Questa non è una questione personale.
È una questione altamente politica, scientifica ed etica sul futuro di Cochrane.
Come molte persone sanno, gran parte del mio lavoro non è molto favorevole agli interessi finanziari dell'industria farmaceutica.
Per questo motivo Cochrane ha affrontato pressioni, critiche e lamentele.
La mia espulsione ne è uno dei risultati.

La posta in gioco è la capacità di produrre evidenze mediche credibili e affidabili di cui la nostra società ha grande bisogno.

Peter C Gøtzsche
Professor, Director, MD, DrMedSci, MSc
Nordic Cochrane Centre
Rigshospitalet, Dept 7811

Fonte: Nordic Cochrane
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... inione.htm


05 ott 2018, 09:39
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