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 La vitamina K2 importantissima per la vita 
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Messaggio La vitamina K2 importantissima per la vita
Devo sottolineare quanto scrive dei prodotti alimentari delle industrie il dottor Weston Price:
Noi ormai abbiamo perso talmente memoria di tutto questo, che la dentatura storta è accettata come "normale" nei bambini e la carie attribuita alla scarsa igiene.
Gli esseri umani possono sviluppare una carenza di vitamina K2 in soli sette giorni di dieta con poca vitamina K; e questo è uno dei motivi fondamentali per cui livelli insufficienti di vitamina K2 sono tanto comuni. L’altro motivo principale della grande diffusione di carenza di vitamina K2 è che assumerla dalla nostra dieta è diventato estremamente difficile con i cibi moderni. Quali erano questi «cibi del commercio moderno», come li definì Price, che sembravano avere un effetto tanto nocivo su chi li mangiava? Cibo che poteva essere trasportato per lunghe distanze senza rovinarsi: farina bianca, zucchero bianco, riso bianco, grassi vegetali, prodotti in scatola e altri cibi lavorati, raffinati e privati di qualsiasi sostanza vitale. In altre parole: gli elementi che costituiscono il fondamento della nostra dieta industrializzata.
Quando abbiamo tolto gli animali dai pascoli, inconsapevolmente abbiamo rimosso la vitamina K2 dalla nostra dieta. Gli esseri umani non sono in grado di trasformare la vitamina K1 assunta dalle piante in vitamina K2. Gli animali possono farlo, innanzitutto se nella loro dieta ricevono abbondanti dosi di vitamina K1. I cereali contengono soltanto una parte del precursore della vitamina K2 che si trova nell’erba verde. Quando gli animali pascolavano sui prati, nel cibo a nostra disposizione la vitamina K2 era abbondante. I prodotti principali di una dieta comune, come burro, uova, formaggio e carne, anche se consumati in quantità relativamente esigue, erano in grado di soddisfare il nostro fabbisogno di menachinone. Da quando gli animali vengono nutriti nelle stalle con cereali, non sintetizzano più la vit. K2, di conseguenza noi ne siamo carenti (anche se la carne è "biologica"!).
Il grasso di animali alimentati a erba ha un alto contenuto di menachinone e tende ad avere un colore giallo o arancione più intenso rispetto al grasso di animali non alimentati a erba. Ecco una buona regola da seguire quando si scelgono i cibi ricchi di vitamina K2: in generale, più il grasso è giallo o arancione, maggiore è il contenuto di vitamina K2. Un’altra fonte di proteine grass-fed è la selvaggina. L’anatra, il fagiano, il coniglio, il cervo, il cinghiale (e così via) si nutrono naturalmente di vegetazione verde.

Weston Andrew Valleau Price [1] (6 set 1870 - 23 gen 1948) è stato un dentista conosciuto soprattutto per le sue teorie sul rapporto tra alimentazione, salute dentale, e la salute fisica. Ha fondato l'istituto di ricerca nazionale Dental Association, che divenne la sezione di ricerca della American Dental Association, ed è stato il presidente della NDA dal 1914 al 1928. [2] [3] [4]
Price inizialmente ha fatto la ricerca dentale sul rapporto tra terapia endodontica e denti pulpless e malattia sistemica più ampia, nota come teoria infezione focale, una teoria che ha portato in molte estrazioni di tonsille e denti. [5] teoria infezione focale cadde in disgrazia nel 1930 e è stato spinto ai margini della odontoiatria dal 1950. [6]
Nel 1930, Price aveva spostato il suo interesse per la nutrizione. Nel 1939, ha pubblicato la nutrizione e la degenerazione fisica, [7] in dettaglio i suoi viaggi globali studiando le diete e nutrizione di diverse culture. Il libro si conclude che gli aspetti di una moderna dieta occidentale (soprattutto farina, zucchero, grassi vegetali e moderni lavorati) causano carenze nutrizionali che sono una causa di molti problemi dentali e problemi di salute. I problemi dentali lui osservate includono il corretto sviluppo della struttura facciale (per evitare sovraffollamento dei denti) oltre alla carie dentale. Questo lavoro ha ricevuto recensioni contrastanti, e continua ad essere citato oggi da sostenitori di molte teorie diverse, tra cui l'odontoiatria controversi e teorie nutrizionali.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... nprice.htm
Tutto ciò sono esattamente gli stessi come segni di carenza di magnesio !! Mentre ci sono certamente andando sempre essere quelli che semplicemente non può tollerare l'assunzione di vitamina D Supplementi per un motivo o un altro, la buona notizia è che la stragrande maggioranza di questi problemi possono essere risolti o facilmente prevenuta essere sicuri di prendere cofattori sufficienti , con vitamina a e la vitamina K di essere altrettanto importante quanto prendere il magnesio in una dose sufficiente per risolvere qualsiasi carenza latente, come ad esempio, che viene disegnato sulla pagina di magnesio dosaggio, insieme con la vitamina d.
Come magnesio e vitamina D
Lavorare insieme
Dal momento che è necessario il magnesio per la conversione della vitamina D nella sua forma attiva, è anche vero che l'assunzione di vitamina D non può sollevare i livelli ematici di vitamina D in coloro che sono carenti di magnesio !! Assicurarsi di leggere questo nuovo e di capire questo magnesio e vitamina D interrelazione:
Il magnesio è 'consumata' quando la vitamina D viene convertita nella sua forma attiva nel sangue
Il magnesio è 'richiesto' per convertire la vitamina D nella sua forma attiva nel sangue
Funziona in entrambi i modi. Il magnesio non è solo esaurita, ma non permette di convertire la vitamina D se non si ha abbastanza magnesio, al fine di consentire la vitamina D da convertire !! In molti casi in cui grandi dosi di vitamina D sono prese, ma il livello di vitamina D non venire, sia per la persona carente e il loro medico credono che stanno avendo problemi di assorbimento della vitamina D. Questo finisce per provocare:
Un sacco di paura che un serio problema medico di base esiste
Inutilmente alti dosaggi di vitamina D sono spesso prese causando un peggioramento della carenza di magnesio
Migliaia e talvolta decine di migliaia di dollari vengono spesi in inutili test medici per trovare il problema 'assorbimento'
La carenza di magnesio sottostante è spesso mai trovato e affrontato, perché il test per i livelli di magnesio non è un test utile per determinare necessità di tale nutriente
A differenza dei farmaci, nutrienti sono 'sinergico' e interconnessi tra loro. Soprattutto nel caso di magnesio e vitamina D è estremamente importante che si prende il magnesio e vitamina D insieme quando si sta assumendo la vitamina D al fine di evitare questi problemi.
Un'altra ragione di questo è che il magnesio aiuta l'assorbimento del calcio, così, e molte donne che prendono vitamina D e calcio 'le mie ossa' non finire per prendere il magnesio insieme con questi due Fertilizzanti- e questo può compromettere l'efficacia costruzione osso del vitamina d e calcio.
Quindi, non farsi prendere l'assunzione di vitamina D senza prendere sia magnesio e vitamina D insieme! E 'davvero così importante! Continua a leggere per scoprire quali altri fattori possono influenzare l'assorbimento della vitamina D.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... aminaD.htm

Però abbiamo notizia che con la vitamina D3 per le ossa è necessaria anche la vitamina K2.
Che se ne sia carenti non lo ritengo vero, in quanto il nostro corpo negli intestini, grazie a 3 (tre) componenti se la AUTOPRODUCE, usando i batteri ESCHERICHIA COLI, che in questo intestino ci vivono in simbiosi, l'ACIDO ASCORBICO ed il LATTOSIO.
"Escherichia coli è un batterio di comune riscontro nell'intestino di uomini ed animali omeotermi. Gram negativo, asporigeno, aerobio - anaerobio facoltativo, di forma bastoncellare, l'Escherichia coli è un normale commensale del colon; ciò significa che vive a spese dell'organismo umano senza arrecare particolari danni o benefici. Si nutre di zuccheri come lattosio e glucosio, che fermenta originando acidi e gas, e contribuisce alla produzione di vitamina K. Per questa loro caratteristica e per la capacità di contrastare la colonizzazione intestinale da parte di patogeni, i ceppi innocui di Escherichia coli possono essere considerati addirittura simbionti; ciò significa che sia loro che l'ospite traggono reciproco vantaggio dalla convivenza."
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... akcoli.htm

come si leggerà anche nell'articolo sotto:"Vitamina K2 o menachinoni di origine batterica (sintetizzata dai batteri simbionti normalmente presenti nella flora intestinale umana, come quelli appartenenti al genere Escherichia (come Escherichia coli)."
In proposito Linus Pauling ci spiega molto bene la funzione di questi batteri avendo a disposizione l'ACIDO ASCORBICO ed il LATTOSIO:
"pagina 277/340------batterio ESCHERICHIA COLI e il LATTOSIO (LATTE) e i "GENI REGOLATORI"
Si tratta di un fenomeno ben noto nei batteri. Il comune batterio intestinale ESCHERICHIA COLI solitamente usa come sua fonte di carbonio il glucosio, che è uno zucchero semplice, ma può anche vivere di lattosio (lo zucchero presente nel latte), che è un disaccaride. Quando si trasferisce una coltura di E. COLI dal glucosio al lattosio, per un pò di tempo essa cresce molto lentamente, poi si sviluppa rapidamente. Per poter vivere di lattosio l'organismo deve contenere un enzima che lo scinde in due parti; l'E. COLI è capace di fabbricare questo enzima, la betagalattossidasi, perchè possiede il gene corrispondente nel suo materiale genetico; ma, quando vive nutrendosi di glucosio, ogni cellula della coltura contiene soltanto una decina di molecole di questo enzima; se lo si trasferisce in un mezzo che contiene lattosio, ogni cellula sintetizza qualche migliaio di molecole dell'enzima, permettendogli di UTILIZZARE BENE IL LATTOSIO.
Questo processo è chiamato "formazione enzimatica indotta"; è stato scoperto nel 1900 ed è stato studiato in modo approfondito dal biologo francese Jaques Monod, che nel 1965 ha ricevuto il premio Nobel per la Medicina insieme con Francois Jacob e Andrew Lwoff.
Monod e i suoi colleghi dimostrarono che il tasso di produzione dell'enzima sotto controllo del suo "gene specifico" è a sua volta controllato da un altro gene, chiamato "gene regolatore". Quando, nel mezzo in cui vive la coltura, il lattosio è scarso o assente, il "gene regolatore" cessa la sintesi dell'enzima, allo scopo di alleggerire il batterio del compito non necessario di fabbricare un enzima utile. Quando invece è presente il lattosio, il "gene regolatore" avvia il processo di sintesi dell'enzima, per poter utilizzare il lattosio come nutrimento.
E' dimostrato che anche gli esseri umani hanno degli enzimi regolatori che controllano la sintesi degli enzimi implicati nella conversione dell'ACIDO ASCORBICO in altre sostanze. Queste altre sostanze, che sono prodotti di ossidazione, sono utili; è noto, per esempio, che riescono a tenere sotto controllo il cancro negli animali meglio dell'ACIDO ASCORBICO (Omura e colleghi, 1974 e 1975).
Ma l'ACIDO ASCORBICO è anch'esso una sostanza importante, direttamente implicata nella sintesi del COLLAGENE ed in altre reazioni dell'organismo umano.
Sarebbe catastrofico se gli enzimi dovessero svolgere il loro lavoro con tanta efficacia da convertire tutto l'ACIDO ASCORBICO e l'acido deidroascorbico in prodotti di ossidazione che non hanno le stesse proprietà biochimiche che ha la vitamina. Per questa ragione i "geni regolatori" arrestano o rallentano la produzione degli ENZIMI allorchè venga ingerita una bassa quantità di ACIDO ASCORBICO; ma quando tale quantità è grande, gli enzimi vengono prodotti in quantità maggiori, permettendo la conversione di una quantità maggiore di ACIDO ASCORBICO NELLE ALTRE SOSTANZE UTILI.
Conclusine: "se manca l'ACIDO ASCORBICO, viene rallentata la produzione di "geni regolatori" e quindi si diventa allergici al LATTOSIO"."
http://acidoascorbico.altervista.org/Im ... nalelp.pdf

E' importante che si dica che la dose giornaliera che è raccomandata oggi, internazionalmente, non esclude nessun paziente dalla carenza di vitamina D, è una dose irrisoria, molto sotto la dose fisiologica.
E allora, quando abbiamo iniziato a dare la dose fisiologica, che è la dose di 10.000 unità giornaliere, cioè la dose che si produce con pochi minuti di esposizione solare, ossia, se hai addosso canottiera e bermuda, con le gambe e le braccia esposte al sole, produrrai in 20 minuti, se hai la pelle chiara e sei giovane, 10.000 unità di vitamina D al giorno.
Allora, 10.000 UI è una dose fisiologica, non è una super dose.
Però la maggior parte dei dottori considerano questa dose potenzialmente tossica
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... imbraa.htm



da "La vitamina che ti farà vivere 100 anni. Il miracolo della vitamina K2" di Kate Rhéaume-Bleue (2017)
Weston Price (un dentista americano) nei primi decenni del '900 studiò la dentatura e la morfologia della mandibola dei popoli primitivi e la mise in relazione con l'alimentazione.Nel praticare la sua professione di odontoiatra, si accorse che nelle nuove generazioni le affezioni dentali erano più frequenti di quelle che lui aveva riscontrato nella generazione precedente e che addirittura alcuni disturbi erano del tutto nuovi. Oltre ad avere più carie, molti bambini avevano arcate piccole e conseguentemente denti storti. Ragionando sulle possibili cause, il sospetto cadde sull’alimentazione. Egli notò che le condizioni dei denti riflettevano la salute generale del soggetto. Si fece strada nella sua mente che forse la moderna alimentazione era povera di qualche fattore. Ai suoi tempi, esistevano già eccellenti testimonianze di antropologi sulle perfette dentature della gente appartenente a culture non ancora “intaccate” dalla civiltà. Fu allora, che decise di partire alla ricerca delle ultime popolazioni “primitive” del Pianeta o di quelle comunità che ancora si attenevano ad un’alimentazione tradizionale. Egli voleva valutarne lo stato di salute, soprattutto da un punto di vista odontoiatrico. È così che fece più volte il giro del mondo, visitando gli angoli più remoti del pianeta (isole del Pacifico, Alaska, Africa e gli ultimi “paleolitici” dell’Australia). Poté constatare e documentare con eloquenti fotografie che dove questi popoli erano rimasti fedeli alla loro dieta tradizionale, le carie e i denti storti erano praticamente inesistenti; la mandibola era ben sviluppata e le tre parti della faccia ben proporzionate. Studiando invece gli indigeni che avevano iniziato a consumare gli alimenti raffinati e ricchi di zuccheri dei coloni occidentali, egli accertò un notevole aumento del decadimento dentale. Oltre ad un aumento delle carie, i giovani avevano, con sorprendente frequenza, un viso che tendeva ad essere triangolare e questo comportava arcate dentali più strette, poco spazio per i denti che quindi crescevano storti. Questo aspetto del viso strideva, se paragonato ai visi più ovali e alle mandibole più possenti e squadrate degli indigeni che seguivano ancora la dieta tradizionale. Inoltre, gli indigeni che avevano abbandonato i loro alimenti nativi, erano molto meno resistenti alle malattie.
Price riuscì a comprendere che responsabile dell’inevitabile declino fisico non era la presenza di qualche «fattore dannoso»; piuttosto, era «l’assenza di alcuni fattori essenziali». Per dimostrare questa teoria fece analisi chimiche su migliaia di campioni di cibi tradizionali per stabilirne il contenuto nutrizionale, e confrontò i dati con i campioni della dieta americana dei suoi tempi. Scoprì che le diete delle persone sane appartenenti alle culture tradizionali contenevano almeno quattro volte i minerali e le vitamine idrosolubili e almeno dieci volte più vitamine liposolubili rispetto alla media della dieta industrializzata. Price capì che le vitamine liposolubili avevano il ruolo di «catalizzatori» e «attivatori», poiché l’organismo ne ha bisogno per poter utilizzare tutti gli altri nutrienti ricavati dall’alimentazione. In particolare un nutriente, che definì semplicemente «Attivatore X», era diverso dalle altre vitamine liposolubili conosciute, e aveva chiaramente profondi effetti sulla salute dei denti e delle ossa. Price scoprì quella sostanza nelle uova di pesce, nei tuorli d’uovo e nella carne, ma soprattutto nel grasso butirrico delle mucche che mangiavano erba verde che cresceva rapidamente. Fu da quest’ultima fonte che Price creò un olio ricco di attivatore X, col quale formulò un protocollo nutrizionale per la cura delle carie.
Dopo qualche anno due scienziati scoprirono che "l'attivatore X" era la vitamina K (e presero il Nobel).
Noi ormai abbiamo perso talmente memoria di tutto questo, che la dentatura storta è accettata come "normale" nei bambini e la carie attribuita alla scarsa igiene.
Gli esseri umani possono sviluppare una carenza di vitamina K2 in soli sette giorni di dieta con poca vitamina K; e questo è uno dei motivi fondamentali per cui livelli insufficienti di vitamina K2 sono tanto comuni. L’altro motivo principale della grande diffusione di carenza di vitamina K2 è che assumerla dalla nostra dieta è diventato estremamente difficile con i cibi moderni. Quali erano questi «cibi del commercio moderno», come li definì Price, che sembravano avere un effetto tanto nocivo su chi li mangiava? Cibo che poteva essere trasportato per lunghe distanze senza rovinarsi: farina bianca, zucchero bianco, riso bianco, grassi vegetali, prodotti in scatola e altri cibi lavorati, raffinati e privati di qualsiasi sostanza vitale. In altre parole: gli elementi che costituiscono il fondamento della nostra dieta industrializzata.
Quando abbiamo tolto gli animali dai pascoli, inconsapevolmente abbiamo rimosso la vitamina K2 dalla nostra dieta. Gli esseri umani non sono in grado di trasformare la vitamina K1 assunta dalle piante in vitamina K2. Gli animali possono farlo, innanzitutto se nella loro dieta ricevono abbondanti dosi di vitamina K1. I cereali contengono soltanto una parte del precursore della vitamina K2 che si trova nell’erba verde. Quando gli animali pascolavano sui prati, nel cibo a nostra disposizione la vitamina K2 era abbondante. I prodotti principali di una dieta comune, come burro, uova, formaggio e carne, anche se consumati in quantità relativamente esigue, erano in grado di soddisfare il nostro fabbisogno di menachinone. Da quando gli animali vengono nutriti nelle stalle con cereali, non sintetizzano più la vit. K2, di conseguenza noi ne siamo carenti (anche se la carne è "biologica"!).
Il grasso di animali alimentati a erba ha un alto contenuto di menachinone e tende ad avere un colore giallo o arancione più intenso rispetto al grasso di animali non alimentati a erba. Ecco una buona regola da seguire quando si scelgono i cibi ricchi di vitamina K2: in generale, più il grasso è giallo o arancione, maggiore è il contenuto di vitamina K2. Un’altra fonte di proteine grass-fed è la selvaggina. L’anatra, il fagiano, il coniglio, il cervo, il cinghiale (e così via) si nutrono naturalmente di vegetazione verde.
PROBLEMI LEGATI A CARENZA DI VITAMINA K2
osteoporosi
aterosclerosi
aumento del rischio di cancro (tra cui quelli al seno, alla prostata e al fegato)
diabete
vene varicose
cavità dentali
malattia di Crohn
problemi renali
arcata dentaria stretta e denti accavallati
problemi adolescenza
malattie del sistema nervoso e del cervello
In base a ricerche recenti risulta che la carenza di vitamina K2 riguarda la maggior parte delle persone. Uno studio del 2007 ha rivelato che la maggior parte delle persone non ha livelli sufficienti di vitamina K2 per attivare completamente le proteine necessarie a una ottimale salute delle ossa e del cuore. Secondo le attuali conoscenze su come e perché invecchiamo, la mancata percezione di una carenza di vitamina K2 oggi avrà conseguenze nel prosieguo della vita. La carenza di vitamina K2 deve essere considerata un fattore di rischio serio per l’aumento della perdita ossea in postmenopausa, la calcificazione delle arterie, il diabete, l’insufficienza renale in stadio terminale e l’invecchiamento stesso.
Quando c’è abbondanza di vitamina K2, le ossa restano forti e le arterie pulite
La vitamina K2 convoglia il calcio nelle ossa, aumentandone la densità minerale e ostacolando le fratture, e al tempo stesso previene e rimuove la pericolosa calcificazione delle arterie. La vitamina K2 attiva un numero di proteine speciali che spostano il calcio all’interno del corpo. In particolare, la vitamina K2 mette in azione una proteina chiamata osteocalcina, che lega il calcio nelle ossa e nei denti, dove c’è bisogno di calcio. La vitamina K2 attiva un’altra proteina, nota come proteina GLA della matrice (o MGP, dall’inglese Matrix GLA protein), che spazza via il calcio da tessuti come le arterie, le vene e la pelle, dove il minerale è sgradito e dannoso. La vitamina K2 non solo previene l’aterosclerosi, ma distrugge le placche nelle arterie che mettono in pericolo la nostra vita. Alcuni studi condotti sugli animali mostrano una diminuzione del 37 per cento del calcio presente nelle arterie dopo sole sei settimane di dieta ricca di vitamina K2.
Vitamina K2 per l’artrite
L’artrite reumatoide si ritiene di natura autoimmune. Gli adulti con l’artrite reumatoide hanno un altissimo rischio di sviluppare l’osteoporosi e malattie cardiovascolari, e l’aumento del rischio non è totalmente spiegato dai tradizionali fattori di rischio per quelle malattie. Forse perché la carenza di vitamina K2 deve ancora manifestarsi come fattore di rischio ufficiale. La classica distruzione ossea e delle articolazioni visibile nell’artrite reumatoide è causata dall’attivazione degli osteoclasti. La sinovia – lo spazio pieno di fluido tra le articolazioni – contiene le stesse cellule che demoliscono l’osso durante il processo di rimodellamento. Nell’artrite reumatoide, le cellule causano più distruzione di quanta il corpo sia in grado di ripararne, portando al decadimento delle articolazioni. Esperimenti clinici mostrano che la vitamina K2, da sola o in combinazione con i farmaci per l’osteoporosi, tiene sotto controllo gli osteoclasti indisciplinati per prevenire danni alle articolazioni in pazienti con l’artrite reumatoide. Gli studi in vitro – cioè, gli esperimenti in laboratorio – mostrano che la vitamina K2 inibisce la proliferazione di altre cellule malate osservate nell’artrite reumatoide. Questo rende il menachinone un nuovo agente promettente per la cura dell’artrite reumatoide, con o senza altri farmaci antinfiammatori.
K2 per un parto più facile
Apparentemente, il viso stretto che simbolizza la carenza prenatale di vitamina K2 è associata anche a un bacino stretto. Il fatto che, come popolazione, stiamo diventando mediamente più alti probabilmente non è indice di un’alimentazione migliore, ma di un suo peggioramento. Una carenza di vitamine liposolubili genera corpi più alti e magri, ma i nostri geni sono predisposti a proporzioni del corpo ottimali, che stanno diventando distorte. La percentuale di parti cesarei in Nord America è al suo massimo storico, con circa il 30 per cento dei bambini che nascono in questo modo. Molti studi mostrano che le donne con una carenza di vitamina D hanno quattro volte più possibilità di partorire con taglio cesareo rispetto alle donne con maggiori livelli di vitamina D al momento del parto. Se c’è di mezzo la vitamina D dovremmo chiederci se sia coinvolta anche la vitamina K2.
Price dimostrò che è possibile accorciare i tempi del travaglio con la stessa cura che favorisce arcate dentarie più ampie e denti dritti. Egli infatti notò che in genere le difficoltà del parto diminuiscono, e la forza e la vitalità del bambino aumentano, quando la madre ha un’alimentazione adeguatamente rinforzata durante il periodo di formazione del bambino. Egli aveva osservato che in molti gruppi di indigeni passati all'alimentazione "industriale", il parto era diventato più lungo e difficile. Egli collegò questo problema al fatto che erano venute meno le speciali pratiche alimentari riservate tradizionalmente agli uomini e alle donne che si avvicinavano all’età della procreazione, oltre ai bambini in età di sviluppo.
Vitamina K2 per il diabete
Nel 2007, una ricerca rivoluzionaria sconvolse la comunità scientifica rivelando che il nostro scheletro, tramite la proteina osteocalcina vitamina K2-dipendente, ha un’influenza notevole sulla produzione di insulina da parte dell’organismo e su una sensibilità a essa. Quella scoperta fondamentale fece fare un salto dimensionale alla nostra percezione dello scheletro, che da impalcatura inerte passò a essere considerata una ghiandola endocrina dinamica. In un articolo comparso sulla prestigiosa rivista «Cell», i ricercatori spiegarono che l’osteocalcina, prodotta all’interno delle ossa, ha la capacità di favorire la tolleranza del corpo al glucosio. E questo rende la vitamina K2 fondamentale per la prevenzione di una malattia che ha raggiunto proporzioni epidemiche: il diabete insulino-resistente. La seconda più alta concentrazione di vitamina K2 nel corpo si trova nel pancreas: l’organo che produce l’insulina e regola i livelli di zucchero nel sangue. Negli animali e negli esseri umani, sembra che una carenza di vitamina K influenzi negativamente la produzione di insulina da parte del pancreas. La somministrazione di un integratore di vitamina K2 per una sola settimana nei soggetti sani e non diabetici sottoposti agli studi ha dimezzato la produzione di insulina a due ore di distanza dopo i pasti. Il fatto che gli integratori di vitamina K2 abbassino i livelli di insulina a lungo termine (due ore dopo il pasto) indica che il menachinone aiuta l’insulina a lavorare con più efficacia.
Il diabete di tipo 2 ha un paio di amici famigerati: le coronaropatie e l’osteoporosi. I diabetici insulino-resistenti hanno un’alta probabilità di sviluppare queste malattie dovute alla carenza di vitamina K2. In base alle evidenze che stanno emergendo in vari settori scientifici e al fatto che i diabetici di tipo 2 sono molto a rischio di sviluppare due malattie molto radicate legate alla carenza di menachinone – l’osteoporosi e l’aterosclerosi –, consiglio ai miei pazienti diabetici, prediabetici e sovrappeso 240 microgrammi di MK-7.
Vitamina K2 per la salute neurologica e del cervello
La vitamina K2 ha un ruolo nelle malattie, compreso l’Alzheimer, che colpiscono il sistema cognitivo e il sistema nervoso centrale. Il cervello è la sede di una delle più alte concentrazioni di vitamina K2 all’interno del corpo dopo il pancreas, le ghiandole salivari e lo sterno , e fornisce una riserva utile di vitamina K2 per il cuore e le arterie maggiori. La straordinaria capacità del menachinone di prevenire il danneggiamento dei neuroni da parte dei radicali liberi è una buona ragione perché il cervello faccia incetta di questo nutriente. Oltre a questa notevole azione di tipo antiossidante, la vitamina K2 nel cervello contribuisce alla produzione di mielina. La sclerosi multipla (SM) è una malattia dovuta al danneggiamento di alcune parti di mielina nel cervello e nel midollo spinale. La SM è stata a lungo messa in relazione con l’amica liposolubile della vitamina K2: la vitamina D. Il succo della ricerca sui benefici della vitamina K2 al cervello è che la chiave è la prevenzione: la vitamina K2 deve essere presente prima dell’attacco dei radicali liberi. Nutrite il cervello con cibi ricchi di vitamina K2 grass-fed, prodotti caseari fermentati o integratori.
Vitamina K2 per la prevenzione del cancro
L’azione anticancerogena della vitamina K è stata osservata sia in studi condotti sugli animali che in studi in vitro su tessuti cellulari umani. I risultati del primo grande studio dedicato al nesso tra apporto alimentare di vitamina K e rischio generale di cancro furono pubblicati nel 2010. Un maggiore apporto di vitamina K2 è associato a una riduzione del rischio di sviluppare il cancro e della morte per cancro in generale, con quest’ultima ridotta di circa il 30 per cento. Mentre una carenza di vitamina K2 non provoca il cancro di per sé, è però maggiormente associata alle forme di cancro più aggressive e fatali.
Leucemia
Il menachinone induce l’apoptosi – o morte cellulare – di tutti i tipi di cellule leucemiche utilizzate negli esperimenti. In sostanza, stimola l’autodistruzione dei globuli bianchi presenti in quantità eccessiva all’interno del sangue. L’effetto benefico si riscontra tanto nelle cellule cancerose coltivate in laboratorio quanto in quelle appena isolate da campioni di sangue di pazienti affetti da leucemia. La vitamina K2, inoltre, si allea con la vitamina A aumentando la capacità di distruggere il cancro rispetto all’utilizzo di uno solo dei due nutrienti. Anche se raggirare le cellule cancerose per indurle al suicidio è già un risultato notevole, la vitamina K2 non spazza via tutte le cellule maligne. In altre parole, non cura il cancro. Alcuni tipi di cellule della leucemia sembrano essere particolarmente resistenti agli effetti della vitamina K2, e il menachinone ha soltanto una leggera o moderata capacità di distruggere queste cellule. Tuttavia, nel 2001, i ricercatori scoprirono che il menachinone ha un altro asso antitumorale nella manica per combattere queste cellule ribelli. Piuttosto che eliminare le cellule resistenti, la vitamina K2 ne stimola la differenziazione facendole trasformare in innocui globuli bianchi del sangue. Il livello di differenziazione è la misura della progressione del cancro: meno le cellule sono differenziate, più il cancro è sviluppato. Spronando le cellule cancerose a differenziarsi o morire, la vitamina K2 ha una doppia azione sui pazienti affetti da leucemia.
http://acidoascorbico.altervista.org/pr ... ak2mk7.htm
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